Workshop sulle politiche sociali legate all?integrazione di cittadini di provenienza straniera

Workshop sulle politiche sociali legate all?integrazione di cittadini di provenienza straniera

Piena soddisfazione per la buona riuscita del workshop sulle politiche sociali legate all?integrazione di cittadini di provenienza straniera che si ? svolto il 25 luglio presso la Sala Restagno del Comune di Cassino.

Pochi discorsi, quelli essenziali, e tanto lavoro, gomito a gomito nei gruppi formati da operatori del Comune, dell?Universit?, della Asl e delle cooperative.

?La nostra Amministrazione ? ha detto il Sindaco, Enzo Salera, che con i suoi saluti ha aperto i lavori ? considera la coesione sociale una priorit? perch? ? la base della convivenza fra i cittadini, a prescindere dalla loro provenienza, a maggior ragione quando si tratta di persone che scappano da paesi dove la dignit? umana non esiste pi??.

Lo ha seguito Luigi Maccaro che ha presentato ampiamente la visione del suo Assessorato in relazione al fenomeno migratorio: ?Alcuni considerano le migrazioni una minaccia speculandoci sopra a fini elettorali. Per noi rappresentano un fenomeno del tutto normale perch? l?uomo si ? sempre spostato ma soprattutto un?opportunit? perch? attraverso l?accoglienza, quella fatta bene!, ci rimette in contatto con quella nostra umanit? che sembra si vada smarrendo e, attraverso l?integrazione, arricchisce la nostra societ? di nuove culture, di forza lavoro e di iniziative imprenditoriali e di figli visto che gli italiani stanno rinunciando a farne?.

Dopo il saluto del dott. Lucio Maciocia della Asl di Frosinone, i lavori sono entrati nel vivo con la presentazione dei partecipanti, con gli interventi della dott.ssa Monica La Saponara sui temi dell?innovazione sociale e della prof.ssa Alessandra Sannella dell?Universit? di Cassino che ha coordinato l?intera giornata.

Grande entusiasmo tra i partecipanti che hanno presentato i risultati della giornata utilizzando cartelloni e pennarelli. Uno stile di lavoro molto innovativo ed efficace grazie alla collaborazione con il Laboratorio di Sociologia del prof. Maurizio Esposito. Tante le proposte che ora verranno sintetizzate e rese disponibili sui canali web dell?Assessorato.
Intanto dalla Regione Lazio ? arrivata la notizia che sar? finanziata una seconda annualit? del progetto che partir? a settembre e che permetter? a tante persone di origine straniera di continuare ad avere nel Comune un riferimento certo per le problematiche relative all?inserimento sociale.

Ottimo anche il lavoro di squadra con Asl e Universit? che hanno preannunciato un ciclo di quattro incontri formativi che prender? il via il prossimo 16 ottobre sui temi della coesione sociale e dell?integrazione socio sanitaria.

Insomma un evento ben riuscito grazie alla collaborazione di tutto il personale dell?Assessorato ma soprattutto grazie alla Cooperativa L?Arca che ha gestito il progetto.

Ora il Comune e il Terzo Settore sono un po? pi? vicini.

La coesione sociale ? la nostra prospettiva

La coesione sociale ? la nostra prospettiva

Intervista a Luigi Maccaro raccolta da Stefano Di Scanno, Direttore de L?Inchiesta.

Com?? stato l?impatto con la pubblica amministrazione dopo tanti anni nel privato sociale?

Affascinante! Ho trovato tante persone che lavorano con impegno, passione e professionalit? con le quali mi sono trovato subito a mio agio. I problemi sono tanti, le risorse poche ma non ci si scoraggia. In questi giorni sto cercando di ascoltare il pi? possibile tutti per conoscere la situazione ma soprattutto per confrontarmi sulle prospettive possibili: progettare insieme ? la strada maestra per passare dalla gestione delle emergenze ad una visione competente e partecipata di un Assessorato che sia capace di valorizzare le risorse del territorio, persone e organizzazioni.

Quali sono le cose che ti preoccupano di pi??

Senz?altro alcune situazioni che riguardano minori appartenenti a nuclei familiari in difficolt? sociale ed economica. Ci sono delle vere e proprie emergenze che ci danno la misura di quanto, da troppo tempo, non si riesca pi? a fare prevenzione. Poi c?? l?emergenza abitativa sulla quale abbiamo aperto un fronte di collaborazione molto interessante con l?Ater. Presto ci saranno dei loro funzionari presso la casa comunale per rispondere direttamente agli inquilini. Sono in corso gli espletamenti necessari al reperimento di nuovi alloggi che potrebbero essere disponibili gi? nei prossimi mesi. Ci sono progetti di housing sociale sui quali contiamo moltissimo. La casa ? garanzia di dignit? per le persone ed ? una delle nostre principali preoccupazioni.

E i progetti in cantiere?

Credo sia necessario attivare un servizio di consulenza psicopedagogica per supportare le famiglie in difficolt? per quanto riguarda le responsabilit? genitoriali con l?obiettivo di scongiurare il pi? possibile il collocamento in struttura dei minori. Abbiamo intenzione di rilanciare l?affido familiare attraverso un corso di formazione che attiveremo entro l?autunno. La prossima settimana far? visita ai ?ragazzi? dei quattro Centri Sociali per gli Anziani di Cassino con l?intento di conoscere i problemi ma soprattutto di promuovere le potenzialit? ed il protagonismo di queste realt? che hanno tantissimo da dare alla citt?. Con l?apertura delle scuole, insieme a Concetta Tamburrini, Assessora all?Istruzione, rilanceremo l?idea del Consiglio comunale dei Giovani affinch? abbiano spazio istituzionale per promuovere il protagonismo delle nuove generazioni.

Come saranno i rapporti con il volontariato? Ci sar? finalmente la consulta tanto attesa dalle onlus?

Devo dirti che pi? che consultare il volontariato mi interessa lavorarci insieme. Vorrei che nei locali dell?Assessorato le associazioni si sentissero a casa loro. Certo, ci saranno i tavoli tematici permanenti per l?analisi dei bisogni e la condivisione delle strategie, ma soprattutto ci saranno dei gruppi di lavoro e co-progettazione anche con il coinvolgimento di altri assessorati. Abbiamo preparato una bozza di regolamento per promuovere i rapporti fra l?amministrazione ed il Terzo settore, anche alla luce della recente riforma. Ci sar? una fase di riflessione comune affinch? la stesura finale possa avere la pi? ampia condivisione possibile e poi si passer? in Consiglio Comunale per l?approvazione. Ma abbiamo gi? iniziato a lavorare insieme.

Dalla minoranza sollecitano il Sindaco su un argomento che ti ? molto caro: i negozi di cannabis. La tua posizione ? nota ma come intendi muoverti sull?argomento?

Si usano certi argomenti in maniera strumentale solo per fare polemica ma almeno su questo posso dire con certezza di avere le idee molto chiare. La questione dei negozi di cannabis ? ampiamente dibattuta a livello nazionale ed ? sciocco pensare che l?Amministrazione comunale possa assumere provvedimenti per dare seguito ad una sentenza della Cassazione: sono materie su cui il Comune non ha alcuna competenza. Piuttosto stiamo lavorando per dare vita ad un gruppo di lavoro che coinvolga Asl, Universit?, Scuole e Privato sociale capace di dare vita ad un Piano di prevenzione comunale sul disagio giovanile. ? un obiettivo molto ambizioso soprattutto se si considera che non ci sono risorse economiche dedicate ma a Cassino ci sono tante persone fortemente motivate e sono sicuro che entro l?autunno metteremo in campo le prime azioni.

Un altro tema scottante ? quello dell?immigrazione, come pensi di affrontare questa nuova frontiera?

Per me la presenza di cittadini di origine straniera rappresenta una grande risorsa ed una grande opportunit?: in Italia gli immigrati lavorano, pagano le tasse, creano imprese che danno lavoro, hanno grande voglia di affermarsi e sanno che devono guadagnarsi tutto. Vorrei che le politiche di integrazione fossero caratterizzate il pi? possibile dal principio della reciprocit? affinch? anche noi possiamo scoprire la cultura e il fascino di mondi e di esperienze prima lontane. Ci sono comunit? e associazioni che spero di incontrare al pi? presto per progettare insieme momenti di condivisione aperti alla citt? ma anche risposte ai bisogni di coloro che ancora non hanno trovato una condizione di vita dignitosa per mancanza di una casa, di un lavoro o per la lontananza dalla famiglia di origine. Dobbiamo imparare a guardare negli occhi queste persone, a scambiarci il racconto delle nostre storie, dobbiamo capire, come ? gi? evidente in tutto il mondo civile, che il colore della pelle non fa la differenza tra le persone che hanno esattamente gli stessi diritti e gli stessi doveri.

Ultima domanda: da dove hai tirato fuori il nome Assessorato alla Coesione sociale?

Ho provato a dare una cornice di senso alle deleghe ricevute dal Sindaco: politiche sociali, politiche giovanili, integrazione e periferie. L?Assessorato deve fornire servizi ai cittadini, come ha sempre fatto, ma non si esaurisce tutto l?. La vera rivoluzione sta nel comprendere che la responsabilit? della tenuta della citt? ? di tutti e solo se saremo capaci di una coesione vera potremo dare risposte che vadano oltre le poche possibilit? che oggi hanno i comuni. Dieci anni di crisi economica hanno sfiancato tutti, c?? poca fiducia nel futuro, avvilimento generale, lo spettro della disoccupazione che genera ansia, depressione, disagio sociale. Allora bisogna fare un?opera di ricucitura del tessuto sociale, partendo dagli ultimi ma coinvolgendo tutti gli strati sociali, scommettendo sulla solidariet? come atteggiamento di fondo e sul senso civico di tutti coloro che si riconoscono in un destino comune. In questi pochi primi giorni di Assessorato, ho gi? ricevuto tantissime disponibilit? alla collaborazione da parte di professionisti, imprese, associazioni che non vedono l?ora di mettersi al fianco di un nuovo modo di fare politica. Ecco, vorrei che la coesione sociale fosse la vera mission di questa esperienza amministrativa.

Minori e dipendenze, ? allarme

Minori e dipendenze, ? allarme

Ore e ore davanti alla playstation o con cellulari e tablet tra le mani. Maccaro: “Il problema sono gli adulti iperconnessi”. Droga e alcol dilaganti tra i ragazzini.

Ore e ore davanti alla playstation o con cellulari e tablet tra le mani. Cervello “resettato” e genitori in affanno. E se apriamo il fronte delle dipendenze da droga e alcol tra minorenni, dove l’allarme a Cassino resta altissimo, l’asticella dell’emergenza tocca le temperature di questi giorni.

Bambini e adolescenti iperconnessi. ? un abuso fuori controllo e pericoloso. Come dosarlo?
?Venerd? sera -risponde Luigi Maccaro, esperto del settore, responsabile di Exodus ma anche assessore comunale- abbiamo cominciato un ciclo di appuntamenti intitolato “L’accademia dei super pap?” e si ? parlato moltissimo dei conflitti in famiglia derivanti dall’abuso di tecnologia. Ma il vero problema sono i genitori iperconnessi e i figli ovviamente replicano gli stessi comportamenti. Inutile lamentarsi finch? non impareremo a spegnere il telefono quando entriamo in casa. Se non si mettono dei limiti fin da piccoli poi i problemi diventano enormi. Niente cellulare fino alla prima media. Console per videogiochi senza connessione a internet fino ai 14 anni. Massimo un’ora di tecnologia al giorno. Il buon esempio degli adulti. Ma soprattutto sport, attivit? artistiche, tempo libero con gli amici e vita all’aperto con tutta la famiglia?.

Droga e alcol diffusi tra adolescenti, oltre che tra i giovani. Perch? si cede cos? facilmente e ad et? sempre pi? al limite?
?Perch? gli adulti non hanno voglia di educare i bambini e i ragazzi al senso del limite. Il cervello “dipendente” lo si educa da piccoli evitando accuratamente l’uso dei No. Senza limiti, l’ansia dei figli cresce a dismisura e si canalizza prima nella tecnologia e poi nelle sostanze. Prima c’erano tempi ben definiti per il passaggio da una fase della crescita a un’altra. Oggi finanche certe scuole elementari fanno fare esperienze da scuola media con l’intento di assicurarsi le iscrizioni. Si regalano giochi da adolescenti a bambini di sei anni e tutte le tappe vengono bruciate da un’ansia da prestazione che ? degli adulti e poi viene trasferita sui ragazzi. Insomma, la responsabilit? ? sempre la nostra. Impariamo a dare il giusto valore a ogni et?. Non possiamo evitare il conflitto con i ragazzi dicendo sempre di S? a tutto. Dobbiamo imparare a stare dentro al conflitto e coglierne le opportunit? educative. ? faticoso lo so ma produce risultati?.

Qual ? il vero antidoto alle dipendenze adolescenziali e giovanili? I genitori spesso sono cos? sperduti e la societ? sembra indifferente? 
?Bisogna partecipare a momenti di formazione e di confronto continuo. L’iperconsumismo di cui siamo tutti vittime ci impone uno sforzo in pi? per conoscere e imparare a combattere i pericoli ai quali siamo sottoposti. Ma soprattutto dobbiamo capire che le famiglie possono fare tantissimo stando insieme, aiutandosi, condividendo le preoccupazioni ma anche le soluzioni. L’amicizia tra le famiglie ? un ottimo antidoto all’individualismo che miete le prime vittime fra i nostri figli che sono sempre pi? soli. Essere padri oggi ? difficilissimo ma ? la vera sfida sulla quale ci possiamo giocare la possibilit? di cambiare la nostra societ??.

Abbiamo vinto!

Abbiamo vinto!

Abbiamo vinto contro la rassegnazione. Sono emozionato di fronte ad una dimostrazione di fiducia cos? importante.
Una vittoria a furor di popolo ma senza populismi!
Enzo Salera rappresenta quel senso di responsabilit? che oggi serve pi? che mai a Cassino dopo aver toccato il fondo: politico, economico, sociale e culturale.
E? stato premiato uno stile fatto di scelte chiare e trasparenti: le primarie, il no alle infiltrazioni di destra, la ricchezza del contributo portato dalla societ? civile ?vera?.
Allo stesso tempo la citt? ha detto basta alla vecchia politica fatta di privilegi, trasversalit?, egoismi, interessi e centri di potere.
Un risultato cos? chiaro ? il segno che avevamo bene interpretato la voglia di cambiamento che c?era in citt? fra le famiglie, le associazioni, le imprese.
Tre liste possono valere pi? di 5 o di 6 se si misura, non solo il numero di candidati, ma soprattutto la motivazione, la passione, la qualit? dell?impegno civile, lo spirito di servizio.
Il voto cosiddetto ?strutturato? ? destinato ad essere sempre meno rilevante rispetto al voto di opinione perch? il cittadino vede, giudica e agisce di conseguenza.
La fiducia che ? stata riposta nella nostra coalizione ci assegna una grande responsabilit? di fronte alla quale siamo pronti a fare del nostro meglio per onorare il mandato degli elettori.
Grazie ai candidati, ai volontari, agli amici e ai nostri elettori.
Sapremo essere all?altezza delle sfide che abbiamo di fronte.

Pietro Bartolo, dal mare di Lampedusa a Cassino

Pietro Bartolo, dal mare di Lampedusa a Cassino

Una sala piena di persone attente e rapite dai racconti di Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, che ha accolto e visitato circa 350 mila immigrati, sbarcati nell’isola in circa 28 anni, dopo aver attraversato il Mediterraneo in fuga da fame, violenza, guerre, carestie.Ha catturato il cuore di tutti i presenti, moltissimi dei quali con gli occhi lucidi, hanno partecipato con grande emozione all’incontro.Un incontro di campagna elettorale, visto che Pietro Bartolo ? candidato alla elezioni europee come indipendente di Demos nella lista del Partito Democratico, nel quale erano presenti anche Enzo Salera, il candidato Sindaco della coalizione di centrosinistra, Luigi Maccaro con tutti i candidati della lista Demos per le elezioni amministrative di Cassino e tanti amici e sostenitori. Malgrado l’orario dell’appuntamento e la concomitanza con la giornata di festa per il passaggio del Giro d’Italia, i presenti erano davvero tantissimi.Enzo Salera ha sottolineato la ricchezza che Demos ha portato nella coalizione in termini di contenuti e proposte ma soprattutto ha condiviso la volont? di guidare un’amministrazione capace di non avere pi? cittadini di serie B attraverso un’attenta progettazione delle politiche sociali e di sviluppo.Paolo Ciani ha ringraziato gli attivisti di Demos che a Cassino, come in molte parti d’Italia, stanno portando dentro la politica uno stile, un impegno, una responsabilit? nei confronti delle persone, in particolar modo di quelle pi? fragili: ?Ci dicono – ha detto il coordinatore nazionale di Demos – che noi siamo quelli che si occupano dei problemi delle persone, che non fanno politica. E invece per noi la politica ? proprio questo, non la gestione del potere, ma l’ascolto e la condivisione dei problemi delle persone?.Ascoltare i racconti di Pietro Bartolo non ? facile. Mette alla prova la sensibilit? dei presenti e molti erano i volti rigati dalla commozione.
Ci racconta di una bambina di 9 anni che ha viaggiato da sola per raggiungere la madre in Europa e che durante il viaggio ha subito violenze e umiliazioni. Di una donna chiusa in quei sacchi per i cadaveri ancora viva che ? stata rianimata. Di un’altra morta con il bambino ancora attaccato al cordone ombelicale. Di uomini torturati e di donne violentate. Tenendo con il fiato sospeso la platea per quasi un’ora.?Non venite a Lampedusa ad aiutarci, ce l?abbiamo sempre fatta da soli noi lampedusani. Se non siete medici, se non sapete fare nulla e volete aiutare, andate a raccontare quello che avete sentito qui, fate sapere cosa succede a coloro che dicono che c?? l?invasione. Ma che invasione! E io non mi espongo, perch? non so le cose a modo. Ma una cosa l?ho capita. E cio? che questo ? vergognoso, inumano, vomitevole. E non mi importa assolutamente nulla del perch? sei venuto qui, se sei o no regolare, se scappi dalla guerra o se vieni a cercare fortuna: arrivare cos?, non ? umano. E meriti le nostre cure. Meriti un abbraccio. Meriti rispetto. Come, e forse pi?, di ogni altro uomo?.Gli interventi sono stati intervallati dalla lettura di alcuni brani del secondo libro di Bartolo “Le stelle di Lampedusa”, letti da due studenti universitari.?Bisogna che quest’uomo vada a Bruxelles a raccontare all’Europa intera cosa succede sulle nostre coste – ha affermato Luigi Maccaro – cosa c’? dietro i numeri e dietro le bugie di Salvini, dietro la retorica dell’invasione confezionata ad arte e diffusa sui social network che ha seminato paura e odio fra gli italiani. E’ necessario che persone come Bartolo decidano sempre pi? di mettersi in gioco attraverso la politica per riumanizzarla, per mettere un po’ da parte la gestione del potere e tornare ad occuparsi dei drammi delle persone?.Un incontro riuscito benissimo, uno spazio denso di contenuti veri, vissuti e testimoniati. Insolito per una campagna elettorale, ma questo ? lo stile di Demos.

?Sinistra e destra hanno ancora un senso, anche a Cassino?

?Sinistra e destra hanno ancora un senso, anche a Cassino?

Agli elettori la responsabilit? di scegliere cogliendo le differenze
Noi crediamo che un certo vecchio modo di fare politica abbia fatto il suo tempo e per questo, come Democrazia Solidale – Demos, abbiamo deciso di dare un contributo di rinnovamento partendo da alcune cose semplici: si fa politica per mettersi al servizio e non per conquistare una poltrona, ci si candida per promuovere un’idea di citt? che abbia fra le priorit? i giovani, gli ultimi e le periferie. Chiarezza, coerenza e lealt? lo stile che ci deve contraddistinguere. Sono i valori che regolano i rapporti fra le persone e la politica non pu? esserne avulsa.?
Crediamo di averlo testimoniato entrando nella coalizione di centrosinistra, partecipando alle primarie, facendo la lista per sostenere Enzo Salera. Perch? crediamo veramente che per cambiare la citt? sia necessario cambiare la politica, chiudendo la porta agli opportunisti, a chi va cercando rendite di posizione, a chi pontifica rappresentando nient’altro che se stesso. Alcuni pensano che valga la pena gareggiare solo se si ? certi di vincere. Noi pensiamo che valga la pena spendersi per una citt? migliore, certi di vincere e di non perdere la faccia a causa di scelte equivoche.
Ora, chiunque pu? appellarsi al passato per giustificare i propri comportamenti ma per rispetto ai cittadini prima o poi bisogner? tirare una linea e da l? ripartire con chiarezza.?La nostra presenza voleva essere quella linea utile a segnare la discontinuit? con il passato. E invece i cittadini assistono un po? disgustati e un po?, ahim? divertiti, al solito teatrino.?
Per noi gli esponenti di destra e delle amministrazioni di destra sono degli avversari e vogliamo competere con loro per promuovere la nostra idea di citt?. Se ci chiedono di entrare nella nostra coalizione vuol dire che hanno qualche problema con la loro ma non possiamo risolverglielo noi.?
Demos, per esempio, ? nata anche come forma di resistenza alla violenza della Lega, per noi la scelta antifascista ? fondamentale, ma soprattutto, non abbiamo condiviso niente della precedente amministrazione di centrodestra. Le persone che fanno altro tipo di scelte sono nostri avversari politici. Lo diciamo con forza e con chiarezza.?
Dire che a livello amministrativo le cose cambiano “perch? la politica nazionale non c’entra nulla” per noi ? una ipocrisia inaccettabile. Perch? la politica dell’uomo forte, che chiude i porti e imbraccia il mitra nel giorno di Pasqua e degli attentati in Sri Lanka noi la rifiutiamo categoricamente e non ripensiamo Cassino insieme ai suoi colleghi di partito. La confusione proposta ai cittadini ha come fine ultimo quello di diffondere il messaggio “sono tutti uguali” e noi non ci stiamo.?
Per noi la solidariet? ? una scelta di fondo mentre per altri non ? cos?, per noi il protagonismo dei giovani ? un presupposto fondamentale per il futuro della citt? mentre per altri non ? cos?, per noi la riqualificazione delle periferie viene prima dei salotti da allestire in centro e per altri non ? cos?. Non siamo tutti uguali ed ? responsabilit? degli elettori saper cogliere le differenze.
Abbiamo rispetto per chi fa scelte diverse dalle nostre ma allo stesso tempo pretendiamo di non essere confusi con loro agli occhi degli elettori. Per noi meritare la loro fiducia ? un onore e chiediamo a tutti di votare nella massima libert? rifiutando qualunque tipo di condizionamento. Vogliamo vincere con chiarezza, lealt? e coerenza.

Dal volontariato alla politica il passo ? breve

Dal volontariato alla politica il passo ? breve

Luigi Maccaro ha deciso di portare in citt? quella spinta al cambiamento che gli ha consentito trasformare la comunit? in un luogo di aggregazione al servizio di tutta la citt?. Domenica scorsa la cascina di via Vertelle era invasa da oltre 500 persone in un clima di amicizia e di gioia di stare insieme.
Che significato ha passare dal volontariato alla politica?
Ti rispondo con le parole del Card. Martini: il buon samaritano ? il volontario che raccoglie per strada il poveraccio. Il suo intervento ? importante ma si inserisce nell’assenza della politica che avrebbe dovuto provvedere alla sicurezza sociale, al soccorso e alle strade. Dopo aver incontrato centinaia e centinaia di persone fragili ho capito che le Istituzioni si devono assumere la responsabilit? politica di assicurare ad ogni cittadino le condizioni perch? possa realizzare pienamente la propria vita. E voglio entrare nelle Istituzioni per avere la possibilit? di cambiare le cose. 
La comunit? Exodus l’hai cambiata profondamente in questi anni, da dove partiresti per cambiare la citt??
Quando nel 1999 ho assunto la responsabilit? di Exodus, ho preso in mano una comunit? con solo due operatori e una condizione economica gravata da debiti molto importanti. La reputazione del centro era pessima e tutti ne stavano alla larga. Oggi invece Exodus ? una delle poche realt? in grado di aggregare centinaia di famiglie che in armonia praticano diverse attivit? o semplicemente condividono un pasto all’aperto. Tutto ci? grazie all’approccio del buon padre di famiglia, il quale insieme al lavoro di squadra ci ha portati ad essere oggi una realt? economicamente solida con 30 lavoratori e tanti servizi alla citt? resi spesso gratuitamente.Cassino deve cambiare a partire dai giovani che possono essere protagonisti di un progetto di grande respiro. Per questo immagino un Consiglio Comunale dei Giovani, 15-25 anni, affinch? i rappresentanti, scelti dagli elettori di questa fascia d’et?, possano occuparsi in prima persona delle politiche cittadine che li riguardano costringendo gli adulti a confrontarsi istituzionalmente con le loro proposte. Ma anche i centri di aggregazione per promuovere le culture giovanili coinvolgendo i diecimila studenti universitari che sono una ricchezza straordinaria con la loro voglia di essere protagonisti.
Tutto bello ma qui per i giovani manca il lavoro, i ragazzi scappano da una citt? che rischia di diventare un dormitorio
Hai ragione ma anche qui le ricette sono semplici: innanzitutto dobbiamo capire che con la cultura “si mangia”. La mia idea di costituire una fondazione culturale con Abbazia e Universit? che vada oltre le stagioni politiche ha come obiettivo mettere insieme istituzioni, associazioni, imprenditori con responsabilit? sociale d’impresa per uno sviluppo economico e commerciale basato sul turismo. La seconda idea ? quella di costituire una multiservizi a partecipazione pubblica ma con una mentalit? “privata” per la gestione dei servizi comunali, dai parcheggi alle riscossioni, per destinare i profitti  all’incremento occupazionale di Cassino. Un’altra idea riguarda l’affidamento di beni pubblici a cooperative di giovani che si candidano sulla base dei profili e dei progetti di gestione. Troppi spazi verdi e siti culturali sono abbandonati nella nostra citt?: ? il momento di affidarli a ragazzi che hanno competenze, entusiasmo e voglia di mettersi in gioco. Promuovere l’autoimprenditorialit? dei giovani intercettando risorse regionali, nazionali ed europee: negli ultimi due anni Exodus ha intercettato, attraverso il proprio ufficio progetti, risorse che il Comune di Cassino spesso ha perso, basta guardare le graduatorie.
Per cambiare le cose forse bisogna cambiare la politica
Bisogna che tornino in politica le persone per le quali fare politica ? un sacrificio ma anche una responsabilit? morale. Basta con i nullafacenti che campano di politica. Il meglio per la citt? possono portarlo le donne e gli uomini che nella vita personale hanno gi? dimostrato di realizzare cose importanti per il bene della collettivit?. Da questo punto di vista considero le primarie un successo personale perch? fino a che non ? arrivato Astorre ad imporle in sostanza io ero l’unico a chiederle. Invece bisogna andare a viso aperto davanti ai cittadini, proporre le proprie idee, vedere chi corre pi? forte e poi rientrare nella stessa squadra per governare insieme la citt?. E poi la cosa che mi fa felice ? il voto ai ragazzi di 16 anni che avranno la possibilit?, come gi? avviene in molti paesi europei, di dire la propria.
Perch? scegliere Maccaro alle primarie?
Perch? Luigi Maccaro ha idee innovative, ha il coraggio di buttare il cuore oltre l’ostacolo, ha dimostrato spirito di servizio e rifiuto di qualunque interesse personale. Riesce ad interpretare le possibilit? del nostro tempo creando posti di lavoro ed intercettando risorse economiche importanti. Chiunque pu? verificare il suo operato in quella che ora ? una delle eccellenze del Cassinate, Exodus. ? un ottimo regista, sa   costruire la squadra tirando fuori il meglio che c’? nelle persone. Perch? far? dell’amministrazione comunale un faro guida, capace di orientare al meglio tutte le risorse del territorio, istituzioni, imprese, associazioni di cittadini e volontariato convogliando tutti verso un unico progetto di sviluppo condiviso. Perch? ha avuto esperienze di collaborazione a livello nazionale ed anche con organizzazioni europee necessarie per portare Cassino fuori dal provincialismo che ne limita la vocazione di citt? europea, culla della cultura occidentale nata dal monachesimo benedettino.
Fuori di retorica Maccaro ad oggi ? l’unica alternativa, per meriti, capacit? e umanit? ai politici di professione ed agli improvvisati di turno.

Lettera aperta ai ragazzi di piazza Labriola

Lettera aperta ai ragazzi di piazza Labriola

Niente prediche! Niente allarmi. Niente giudizi. Mi hanno chiesto di scrivere venti righe sul rapporto tra adolescenti, alcol e droghe. Ma non ho nessuna voglia di rivolgermi ad adulti che non considerano una priorit? i temi educativi. Preferisco tentare una sfida rivolgendomi a voi che aspettate il fine settimana per immergervi in un mondo affascinante fatto di musica, amici, divertimento, sogni di gloria, ricerca di senso, sfide impossibili, prime esperienze amorose. Successi e fallimenti. Paure e sfide. Violenza e tenerezza.

Mi rivolgo a te che stai leggendo perch? qualcuno ti ha passato questa copia del giornale e perch? forse, in fondo, sei curioso e vuoi capire qualcosa in pi? di quello che ti succede intorno ma soprattutto di quello che ti succede dentro.

Se hai un’et? compresa fra i 12 e i 18 anni, non ? passato tanto tempo da quando eri un bambino, eppure all’improvviso tutto ? diventato profondamente diverso. Provi dei sentimenti nuovi, reagisci in maniera inaspettata, cambi d’umore improvvisamente, gli altri, gli adulti non ti capiscono, soprattutto tu non ti capisci. Il cambiamento mette paura e per non soffrire, per evitare di essere ferito, cominci a mettere su le tue belle maschere. La maschera di quello che la sa pi? lunga degli altri, di quello che se ne fotte delle prediche, di quello che “io non sar? mai come quello sfigato di mio padre”, di quello che “ti faccio vedere io!”.
Cerchi una compagnia di amici che la pensano come te, un gruppo che ti faccia sentire pi? forte: insieme possiamo sfidare il mondo. Come se il mondo stesse l? ad aspettare che tu lo sfidi! Ma la vera sfida ? con te stesso, per vedere se sei all’altezza, se vieni rispettato, se vieni considerato, apprezzato, se sei degno di almeno 100 like. Quando sei col gruppo non ti fa paura niente.
E’ questo il tempo in cui quasi tutti fanno le prime esperienze con il fumo, con l’alcol, con qualche cannetta? cos? per darsi un tono, per sentirsi integrati, per “atteggiarsi“, per trasgredire, per poter dire a te stesso che non sei pi? un ragazzino. Fa male? “Figurati, smetto quando voglio”.

Va bene tutto. Ma se ritieni di non essere pi? un ragazzino allora puoi rispondere a questa domanda: a che progetto di vita stai lavorando? Ho capito che non sei pi? un bambino ma chi o cosa vuoi essere? Sai, la tua identit? non sboccer? all’improvviso come un fiore di buon mattino. Sar? il frutto delle scelte che fai adesso, in questi anni, in questo tempo. Che ti ? stato regalato (non hai nessun merito ad essere in vita, giusto?) e del quale sei responsabile, tu e nessun altro. Non mi dire, per carit?, che c’? la crisi, che la societ? ? cos?, che la famiglia ? cos?, che la scuola ? cos?, che non ci sono le condizioni, perch? – su questo sarai d’accordo con me – sarebbe un parlare da sfigati. Da gente che non ? capace di essere protagonista della propria vita.

Quali priorit? ti stai dando? Quali sono le cose pi? importanti per il tuo bene e per il tuo futuro? Cosa puoi fare adesso, appena finito di leggere questo scritto, per migliorare concretamente la tua vita? Non rimandare perch? questo tempo poi non ti verr? restituito. Insegui i tuoi sogni ma impara a distinguere i sogni dalle illusioni. Preparati, studia, approfondisci, non per trovare un lavoro ma perch? conoscendo il mondo e la storia dell’uomo conoscerai te stesso. Viaggia, anche da squattrinato, non per fare il turista ma perch? incontrando luoghi e persone diversi da te potrai capire meglio come sei fatto. Impara a suonare uno strumento musicale, non per esibirti ma per la compagnia che quello strumento sapr? darti nei momenti di solitudine. Cercati dei lavoretti estivi, per pagarti le vacanze, per capire il valore del sacrificio, della costanza, dell’obbedienza, della stanchezza, della soddisfazione. Leggi qualche libro per immergerti nei mondi dell’immaginazione, della riflessione, delle emozioni, vedrai che la tua testa funzioner? meglio! Fai volontariato: non serve andare in Africa, basta avere qualche attenzione verso un amico in difficolt?. Fai sport, imparerai a misurarti con i tuoi limiti.

Hai ragione, non hai proprio nulla da imparare da chi ti dice che fumare canne fa male, se quella stessa persona non ? capace anche di mostrarti quanto ? affascinante la vita. Bravo, diffida dei predicatori. Ma cerca un modo per essere felice. Cerca un senso, una direzione, un progetto, un cammino. Fai della tua vita un’avventura. E vedrai che all’improvviso diventerai grande e di conseguenza alcol, fumo e canne non avranno pi? nessun significato per te. Credi in te stesso, nelle amicizie profonde, nelle strade impossibili. Non domandarti cosa ti aspetta nel futuro ma rimboccati le maniche e comincia a costruirti il futuro che vuoi. Adesso.

In troppi hanno rinunciato al proprio ruolo

In troppi hanno rinunciato al proprio ruolo

Come adulti e come educatori abbiamo il dovere di interrogarci sulle cause del barbaro omicidio di Emanuele per capire dove affondano le radici di tanta violenza, di tanta incapacit? di percepire un ragazzo di vent’anni come un proprio simile da non ferire in nome del vincolo di appartenenza alla medesima umanit?. Credo che all’origine di tutto ci sia sempre la rinuncia da parte del mondo adulto ad occuparsi dell’educazione dei giovani.

Famiglie incapaci di promuovere il benessere morale dei propri figli, la loro piena realizzazione, la possibilit? che divengano cittadini e membri attivi della societ? umana. Scuole che anzich? andare in crisi di fronte ai propri insuccessi educativi, puniscono, bocciano, escludono e generano dispersione ed emarginazione.

Una politica ipocrita e incapace di promuovere processi di rete virtuosi, assetata di potere e capace solo di fagocitare ogni risorsa pubblica per interessi privati. Chiesa locale e parrocchie che hanno ufficialmente rinunciato ad investire sugli oratori e sull’educazione dei giovani ripiegandosi su se stesse incuranti della progressiva disumanizzazione della societ?. Tanta efferatezza si pu? spiegare, a mio avviso, anche con l’uso di droghe, cocaina, crack ed altre sostanze eccitanti che fanno perdere ogni senno. Ovviamente ? un’ipotesi, pu? essere una spiegazione ma non certo una giustificazione.

Problema, quello della diffusione delle droghe, gravemente e colpevolmente sottovalutato nel nostro territorio. Questa violenza arrogante da piazza ? anche figlia di quella cultura gomorroide di quel Saviano che vorrebbe di corsa legalizzare le droghe. E poi ci lamentiamo che i giovani non hanno pi? valori? Ma chi ? che lavora quotidianamente per prevenire episodi come quello di Alatri? Chi ? che ? seriamente preoccupato del futuro dei nostri figli? Se abbiamo deciso che ognuno pensa a s? abbiamo fatto una scelta suicida per tutti. Ma dobbiamo anche interrogarci sulle conseguenze di quanto accaduto e questo ? un compito ancora pi? difficile. Dall’odio, dalla violenza nasce sempre altra violenza. Saremo capaci di spezzare questo circuito? Una punizione massima ed esemplare, che pure dovr? arrivare, sar? sufficiente a sanare le colpe?

Oggi non c’? solo una vita innocente distrutta, ce ne sono anche molte altre che non potranno mai pi? godere della bellezza della vita. Certo, per loro stessa colpa, ma comunque distrutti anche loro. In questo momento la parola pi? difficile da pronunciare ? perdono. Ma ? l’unica possibile. Spero che un giorno, quando gli assassini avranno pagato le loro colpe, avranno la possibilit? di incontrare i familiari di Emanuele e chiedere ed ottenere perdono. E chiudere la loro esperienza terrena avendo pagato i conti con la giustizia ma soprattutto con se stessi. Servir? anche ai familiari di Emanuele: il vuoto ? incolmabile ma la ferita pu? essere rimarginata con la medicina del perdono. Per quanto ci riguarda, da domani mattina, abbiamo il dovere di moltiplicare il nostro impegno per la promozione di stili di vita sani. Insieme a chi vorr? esserci. Chi vorr? esserci?

Ecco perch? dico no alla cannabis libera

Ecco perch? dico no alla cannabis libera

Leggo da pi? parti interventi favorevoli alla legalizzazione delle droghe leggere. Mi stupisce leggerli e sentirli provenire da persone che spesso stimo ed alle quali riconosco l?onest? delle proprie opinioni. Ma anni vissuti in prima linea contro le droghe e poi le altre dipendenze emerse in questi anni, le centinaia di battaglie combattute per strappare vite alla morte interiore e spesso anche quella fisica determinate dalla droga, mi impongono di dire alcune cose.

 

1) Avete visto i danni provocati dalla legalizzazione del gioco d?azzardo? Famiglie rovinate, dilagare della ludopatia, organizzazioni criminali nascoste dietro ad attivit? apparentemente legali. Io penso che la legalizzazione della cannabis sar? il ?bis? di quanto gi? visto col gioco.

2) Il giudice Paolo Borsellino gi? tempo fa ebbe a spiegare che la legalizzazione della cannabis non avrebbe minimamente scalfito gli interessi della mafia. Se qualcuno ha dubbi, pu? trovare qui sotto il video:
Borsellino va bene per intitolare le piazze ma non come testimone da ascoltare sulla criminalit? organizzata?

3) Sapete che l?uso terapeutico della cannabis ? gi? possibile in Italia? Non credete che un provvedimento che abbia a che fare con la salute delle persone debba essere scritto da medici? Confondere i due piani, terapeutico e ricreativo, non vi sembra come dare ai cittadini la possibilit? di confezionarsi in casa i farmaci di cui ritengono di aver bisogno?

4) Non credete che la cannabis prodotta legalmente (industria, personale, impianti, sicurezza, ecc.) avrebbe costi molto superiori a quella prodotta illegalmente? Costi che ricadrebbero inevitabilmente sul consumatore finale?

5) Idem per i costi di commercializzazione. Per non parlare della tassazione al 75% (come il tabacco, previsto dal DDL). Il che provocherebbe un costo almeno quadruplo della cannabis legale rispetto a quella illegale. Secondo voi, i consumatori finali, non continuerebbero a rivolgersi al mercato illegale, pi? economico e concorrenziale?

6) Nel Disegno Di Legge si immagina di risparmiare soldi dalla riduzione della lotta al traffico. Ma bisogner? pur controllare che le autoproduzioni rispettino i limiti consentiti e non coinvolgano i minori. Chi far? questi controlli? Chi eviter? che il mercato illegale della cannabis sar? pi? florido di quello legale grazie alla sua capacit? di abbattere i costi e ampliare l?offerta?

7) Non credete che, come ? gi? accaduto per il gioco, la legalizzazione della cannabis aumenter? vertiginosamente il numero dei consumatori? Anche fra i minori?

8) Siete a conoscenza dei danni cerebrali provocati dall?uso di cannabis soprattutto nei giovani fino a venticinque anni nei quali il cervello ? in via di formazione?

9) Avete provato a mettervi nei panni di un genitore angosciato che vede il figlio abbandonare studio, interessi, sport, amicizie, dialogo? il tutto condito da cannabis?

10) Avete riflettuto abbastanza sul fatto che la cannabis da dipendenza psicologica ed un cervello ?dipendente? ha sempre maggior bisogno di sostanze che tengono attivi i centri della ?gratificazione? neurologica?

Buone riflessioni.

Tra gli avamposti e le istituzioni, buon 2016!

Il calendario che abbiamo realizzato e che trovate in edicola con L’inchiesta vuole essere un viatico per vivere il nuovo anno senza paure.

Perch? Exodus ? un luogo dove si moltiplicano esperienze innovative e generative, come ce ne sono molti altri nella nostra Provincia di Frosinone. E se avremo la capacit? di de-istituzionalizzare il territorio saremo in grado, insieme, di rigenerarlo. L’esperienza viene sempre prima delle istituzioni, chi sta sugli avamposti ha la capacit? di trasformare l’ambito in cui opera, spesso trasgredendo alcune regole o comunque senza chiedere permessi. Read More

Exodus e Montecassino: impegno e vocazione

La storia di Exodus a Cassino nasce 25 anni fa proprio grazie all?intuizione profetica dell?Abate Bernardo e della comunit? monastica di Montecassino. Era il 1990 e una delle prime Carovane, le esperienze educative itineranti che promuoveva don Mazzi fin dai primi anni ?80, fu ospitata proprio dai benedettini.

Erano gli anni in cui l?aids e le overdose da eroina mietevano tante vittime fra i giovani dovunque e don Bernardo D?Onorio non si lasci? sfuggire l?occasione di chiedere un presidio stabile a Cassino per accogliere i ragazzi tossicodipendenti della zona e per svolgere un?azione di prevenzione in favore del territorio. Cos?, superate le riserve di alcuni cittadini, il 28 ottobre del ?90, fu inaugurata la comunit? Exodus di Cassino in una casa colonica di San Pasquale messa gratuitamente a disposizione dall?Abbazia.

Noi ci siamo sempre sentiti figli ?adottivi? di Montecassino, abbiamo cercato i punti di incontro fra il metodo educativo di Exodus ed il carisma benedettino, nella vita quotidiana e nelle regole della comunit? ma anche, e soprattutto, nella ricerca di noi stessi, nella scoperta della vocazione di ciascuno, nell?esodo di liberazione, nella sintesi profondamente umana dell?ora e del labora.

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Te Deum laudamus

Il don in Parola con la Comunit?Si conclude in queste ore un anno importante per la nostra comunit?, un anno che nel bene e nel male ha avuto una sua straordinariet?, un anno in cui si ? seminato molto, con impegno e passione. Un anno in cui abbiamo dato un altro po’ di spallate al vecchio pregiudizio che prova a resistere nei confronti di Exodus, considerato da alcuni ricettacolo di emarginati, avanzi sporchi della societ? ?per bene?. Read More

Clima ed impegno crescenti per i giovani iscritti al meeting

Welfare locale: innovazione e buone praticheAl giro di boa la ventesima edizione del meeting Mille giovani per la pace organizzato dalla Fondazione Exodus a Cassino. Risonanza nazionale per l’apertura sul tema della dispersione scolastica con il Sottosegretario all’Istruzione Roberto Reggi, proprio nelle ore in cui il Consiglio dei Ministri ? fra le Istituzioni che hanno patrocinato l’iniziativa ? si apprestava a varare le linee guida per la riforma della Scuola italiana. E al punto 5 sulla Innovazione nella Scuola si fa riferimento proprio alla valorizzazione di esperienze come il progetto ?don Milani? che Exodus realizza in varie regioni d’Italia da quasi cinque anni. Read More

Il Sottosegretario Reggi fra i mille giovani per la pace

Mille giovani per la pace ha compiuto il suo ventesimo compleanno nella hall dell’ateneo, presenti molto ospiti, tra questi l’on. Roberto Reggi, sottosegretario di Stato per il Ministero dell’Istruzione, dell’Universit? e della Ricerca, l’Ing. Ciro Attaianese, Rettore dell’Universit? degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, il dott. Franco Taverna, Coordinatore nazionale di Exodus, Luigi Maccaro, guida per la comunit? Exodus di Cassino e la dott.ssa Marisa Del Maestro, docente e psicologa sul campo ormai da anni distaccata presso Exodus. Read More

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Mille giovani per la pace, il meeting organizzato dalla Fondazione Exodus di Cassino, ? giunto alla XX edizione. Nacque in occasione del 50? anniversario della distruzione di Cassino e Montecassino per offrire ai giovani del territorio un appuntamento di educazione alla pace, nella convinzione che la pace si costruisce a partire dal proprio quotidiano, migliorando le relazioni, acquisendo consapevolezza delle ragioni dei conflitti, cercando insieme una strada che si fa stile di vita. In questi anni tanti amici sono venuti a mettersi in gioco, a confrontarsi con i ragazzi, a lasciarsi contagiare da questa avventura: scrittori, giornalisti, politici, volontari, insegnanti, uomini e donne di cultura. Quest’anno i Mille giovani per la pace vogliono aprire strade impossibili, cos? come le donne e gli uomini di Exodus hanno fatto per 30 anni, ispirati da un “folle” innamorato dei giovani come don Antonio Mazzi. Si pu? essere “diversamente” cittadini, educatori, credenti, superare le frontiere che abbiamo dentro e costruire un mondo di pace? Noi ci crediamo e ancora una volta ci mettiamo in cammino, con coraggio, perch? il futuro comincia adesso. ?

L?a Comunit? Exodus di Cassino?

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Renzi: l?Italia ? in route, c?? bisogno di rover e scolte

SBonvicini_cartacoraggioRenziABC_2739003?L?Italia sta iniziando una route, e se qualcuno pensa che la parola d?ordine dell?Italia sia paura, sia il timore, accorciare sempre la speranza, oggi da San Rossore ? arrivato un? messaggio chiaro, la parola chiave per l?Italia dei prossimi anni non pu? che essere Coraggio. L?italia ha bisogno di voi, ha bisogno della vostra fatica, della vostra speranza, della vostra bellezza.?Non la lasciate in mano il futuro a chi ha paura scegliete il coraggio anche tornando a casa?. Questa l?esortazione che il? premier Matteo Renzi lancia ai 30.000 scout riuniti a San Rossore in occasione della cerimonia di chiusura della Route nazionale Agesci 2014. Read More

Exodus celebra la XXVII Giornata mondiale contro la droga

? stata una giornata intensa di contenuti e di emozioni positive, ma anche di richiamo alle Istituzioni affinch? non si getti la spugna sul problema delle dipendenze che investe ormai la societ? in maniera del tutto trasversale.

La giornata ? cominciata con l’annuncio della costituzione dell’Associazione delle Comunit? Terapeutiche del Lazio, un organismo che valorizza un patrimonio di esperienze straordinario e che, finalmente, come ha sottolineato l’Assessore Rita Visini, rappresenta un ?interlocutore autorevole per la Regione Lazio?. Sul tavolo delle trattative il piano dei fabbisogni, la destinazione delle risorse, l’accreditamento dei servizi. Una commissione congiunta ? gi? al lavoro per individuare soluzioni certe, grazie alla disponibilit? del Presidente Zingaretti. Read More

Il Rettore scrive al Sindaco

Caro Sindaco,
? ancora viva la commozione dell?intera comunit? accademica dell?Universit? di Cassino e del Lazio Meridionale per la tragica scomparsa della nostra studentessa Michalina Tarkowska, investita nella notte di domenica 8 giugno davanti una discoteca di Cervaro in via Casilina Sud. Read More

Imprenditore assolto per possesso di droga: quando educazione e giustizia non possono stare insieme

ITALY MAGISTRATES STRIKEComplimenti all?avvocato per la sua capacit? persuasiva ma spesso – come a ragione sosteneva Platone – l?arte della retorica viene esercitata a discapito del bene delle persone. E questa volta il giudice avr? giudicato a norma di diritto ma sottovalutando il danno fatto al bene comune, screditando cio? il principio ampiamente condiviso da tutte le persone sane di mente in base al quale la droga fa male, rovina le persone, uccide i giovani (ieri a Roma 3 morti per overdose in un giorno solo) e lo spaccio deve essere perseguito pesantemente al fine di tutelare i giovani incapaci di proteggersi da questa porcheria.

In questo tempo segnato dal consumismo e dal diritto di godere fine a se stesso senza limiti anche la giustizia si inchina di fronte alla libert? dell?uomo di comprare tutto, possedere tutto, consumare tutto e godere di tutto. E? la cultura imperante che coinvolge tutti, comprese le istituzioni le quali dimenticano spesso che anche le cosiddette droghe leggere, come ? ampiamente dimostrato dalla ricerca scientifica, possono produrre non solo abuso e dipendenza, ma anche gravi danni psichiatrici in soggetti particolarmente vulnerabili ed inconsapevoli di tale vulnerabilit?. Come gli adolescenti, vero target di queste sostanze, con l?aggravante che l?uso di cannabis possa essere, in alcune persone pi? fragili, ?porta d?accesso? al consumo di altre droghe pi? pesanti.

Quale pu? essere la ricadute educativa di una sentenza che di fatto depenalizza il possesso di un ingente quantitativo di sostanza? Quanti ragazzi potranno spiegare ai loro genitori – spesso impreparati – che anche le sentenze dimostrano che non fanno nulla di male quando usano droghe?

Fatti come questo sono evidentemente in sintonia con l?idea che si possa andare verso una legalizzazione del consumo e della produzione di droghe, nell?illusione, sciocca e colpevole, che questo possa ridurre gli aspetti criminali connessi al fenomeno. Un eroe della lotta alla mafia come Paolo Borsellino dichiar? apertamente che questa ? una pura sciocchezza. D?altra parte abbiamo sotto gli occhi l?esempio della legalizzazione del gioco d?azzardo: il problema ? aumentato a dismisura rovinando migliaia di famiglie che prima non erano certo frequentatrici di bische clandestine, le sale sono in mano alle organizzazioni criminali e lo Stato ha svenduto il proprio onore per un piatto di lenticchie fiscali.

Anche in Regione Lazio ci sono nuovi consiglieri illuminati che pensano di ripianare il deficit sanitario legalizzando la produzione e la vendita di marijuana: dalle ostriche alle canne, ovvero dalla padella alla brace.

Andiamo avanti cos?, in questa ?Notte dei Proci? dove continuiamo a proporre ai ragazzi esperienze vuote di senso, testimonianze di adulti egoisti e capricciosi, anzich? tutelarli ed accompagnarli verso percorsi positivi fatti di sogni, passioni, impegno e responsabilit?. Come Telemaco aspetta il ritorno di Ulisse cos? loro aspettano il ritorno di adulti credibili, eroici e virtuosi.

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Exodus al lavoro per una scuola pi? inclusiva

scuolaOgni anno circa 2 ragazzi su 10 non tornano sui banchi di scuola. Finiscono tra i 700 mila ragazzi che in Italia, abbandonano la scuola senza portare a termine il percorso di formazione. Questi ragazzi, se accolti e seguiti, compresi quei bambini e adolescenti definiti ?senza speranze?, hanno la possibilit? di riappropriarsi del loro futuro. E’ importante aiutare i ragazzi, le scuole, le famiglie a dare a una svolta a storie individuali spesso molto precarie ed ? quello che intende fare la Fondazione Exodus con il progetto ?don Milani? finanziato dalla Regione Lazio con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della dispersione scolastica mediante un approccio pedagogico che si rifa al sacerdote fondatore della Scuola di Barbiana negli anni ’60. Read More

Questa citt? ha bisogno di fare squadra

Cassino_136-01-52-00-2087Il messaggio di Papa Francesco per la giornata mondiale sulla pace richiama costantemente ai temi della solidariet? e della fraternit? e interpella, secondo me, in modo particolare la nostra comunit? cittadina che, avvicinandosi al pieno delle celebrazioni per il settantesimo anniversario della distruzione, potrebbe vivere una tappa importante di quel cammino di ricostruzione che, a mio avviso, ? ancora da completarsi. Read More
Piangere i morti, impegnarsi per i vivi

Piangere i morti, impegnarsi per i vivi

La marcia silenziosa organizzata dall’associazione di Gerard Bl? e Clenia Marsella a cui abbiamo partecipato in maniera convinta e sentita ? stata l’occasione per condividere pubblicamente il sentimento di profonda tristezza per i fratelli che rischiano e perdono la vita attraversando il mediterraneo in cerca di una esistenza pi? dignitosa.

Papa Francesco ci ha richiamati a non rassegnarci alla globalizzazione dell’indifferenza e per questo venerd? eravamo con il nostro striscione al fianco delle organizzazioni impegnate per l’accoglienza dei rifugiati e al fianco delle persone, uomini, donne, bambini, certamente pi? fortunati ma ancora in cerca di un futuro tutto da inventare.

Don Antonio Mazzi, chiudendo la Mille giovani per la pace alcune settimane fa, ci ha lasciati con una frase che ? diventata un impegno di lavoro per i prossimi mesi: “laddove c’? perdono, c’? pace”. Spesso rischiamo di sentirci buoni perch? accogliamo queste persone che fuggono dalla fame e dalle guerre che infiammano l’Africa e il Medio oriente, ma invece il sentimento che dovrebbe animarci quando andiamo loro incontro dovrebbe essere la richiesta di perdono.

Dovremmo chiedere perdono per aver concepito una legge infame come la Bossi-Fini. Per le nostre multinazionali che sfruttano le risorse dei loro Paesi. Per i nostri produttori e commercianti d’armi a cui serve sempre una guerra in pi? per vendere gli attrezzi della morte. Per le nostre diplomazie pi? al servizio degli interessi economici che di quelli delle popolazioni. Perch? continuiamo a detenere l’80% delle ricchezze del pianeta senza volerle condividere con chi muore di fame ogni giorno. Per le nostre aziende farmaceutiche che macinano profitti mentre centinaia di bambini muoiono per malattie facilmente curabili se la logica dei brevetti non consentisse prezzi proibitivi per i paesi poveri.

E invece stiamo qui a storcere il muso se a scuola di nostro figlio c’? in classe un figlio di immigrati.

Ma c’? un altro sentimento che dovremmo riscoprire di fronte a queste genti che sbarcano a Lampedusa con bambini, donne incinte, giovani pieni di speranza e che teniamo invece chiusi per mesi nei centri di smistamento, come avveniva un tempo per i deportati. ? il sentimento della gratitudine. Dobbiamo ringraziare queste persone che ci consentono di riscoprire quell’umanit? che abbiamo sepolto sotto anni di quotidianit? egoista, incentrata su noi stessi, sulle cose che possediamo e che ci teniamo care, sulla ricerca di un benessere sempre pi? avanzato a discapito dei pi? poveri. Essi ci offrono l’occasione per scoprire la nostra umanit? pi? profonda.

Perdono e gratitudine. Altro che sfruttare l’emergenza profughi per fare profitti sulla pelle dei disperati come pure ? stato fatto nel nostro territorio, a Cassino e in provincia, come pure in altre parti d’Italia. Questi tempi ci hanno fatto conoscere cose che mai avremmo immaginato: pseudo imprenditori del sociale che approfittano delle risorse destinate ad aiutare i disperati per interessi personali.

Dunque, con questi sentimenti, era importante ritrovarci per piangere insieme i “nostri” morti. Cos? come sar? importante ritrovarci per assumere insieme impegni per i vivi, guardandoli negli occhi e cercando quell’abbraccio capace di sciogliere le paure e gli egoismi per fondare un’umanit? nuova.

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ACT: rispetto per il lavoro svolto.

ag1Credo che la decisione della Giunta capitolina di chiudere l’Agenzia sulle Tossicodipendenze debba essere rispettata auspicando che le nuove politiche di intervento messe in campo dal Sindaco Marino sapranno raccogliere quanto di buono si ? fatto in questi anni, migliorando il sistema di lotta alla droga di Roma Capitale e rendendolo ancora pi? efficiente.

Allo stesso tempo chiedo per? che venga rispettato il lavoro svolto sin qui. Esso pu? essere non condiviso ma va rispettato e la realt? non va confutata con informazioni difficili da supportare .

Non si pu? dire che la chiusura dell’Agenzia porter? un risparmio di 800 mila euro l’anno poich? se il personale resta, le attrezzature restano, i servizi restano, l’unico risparmio ? dato dall’azzeramento del Consiglio di amministrazione i cui componenti svolgono il loro incarico a titolo ?onorifico?, fatto salvo il rimborso delle spese, il cui totale ammonta in un anno a circa 30 mila euro.

Non si pu? dire che l’Agenzia sulle tossicodipendenze in questi anni ha ?perso il suo ruolo? poich?, invece, ha realizzato pienamente il mandato ricevuto dall’Assemblea Capitolina nel 2009 rendendo in servizi ai cittadini quanto previsto dal Piano Programma, peraltro in coerenza con il Piano Nazionale di Lotta alla Droga.

Non solo. La magistratura ha confermato numerose volte la correttezza delle procedure amministrative, studi statistici e consessi nazionali e internazionali hanno confermato la ricchezza e la bont? del lavoro svolto, istituzioni di tutti i livelli hanno apprezzato il sistema di risposte messo in campo da questa amministrazione.

Credo che i passi in avanti fatti dall’Agenzia sulle Tossicodipendenze, dalla sua nascita ad oggi siano innegabili. Se la scelta della Giunta Marino ? quella di cambiare strategia al fine di migliorare il servizio reso ai cittadini, ben venga. Forse si poteva pi? facilmente assumere la ?governance? dell’Agenzia e fornirle nuovi indirizzi politico-gestionali ma, evidentemente, la volont? ? un’altra.

Spero solo che questo colpo di spugna non riconsegni per l’ennesima volta il tema delle dipendenze allo scontro ideologico profondamente sbagliato, in base al quale c’? una sinistra (con le sue cooperative) che privilegia la riduzione del danno ed una destra (con le sue cooperative) che privilegia la riabilitazione e la prevenzione, che tanti danni ha fatto in questi anni nel nostro Paese. Un approccio integrato ed equilibrato guarda ai bisogni delle persone e non alle appartenenze politiche di eroga i servizi.

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