Il senso della politica per il volontariato

Il senso della politica per il volontariato

L’INCHIESTA, 18 APRILE 2020 – ?Sono entrato in politica anche per dire ai politici di alzarsi in piedi quando passano i volontari!?. ?Penso che dovremmo aprire la Villa comunale ai bambini con ingressi controllati e su prenotazione?.

Intervista di Lorenzo Vita

?CassinoRisponde? rappresenta un modo completamente nuovo di affrontare i problemi sociali. Qual ? il vero significato di quest?esperienza ?

Credo molto nella necessit? di produrre innovazione sociale attraverso l?esperienza sul campo e attraverso l?integrazione degli approcci. Problemi complessi hanno bisogno di risposte articolate. Perci? era necessario mettere insieme la professionalit? del servizio sociale, la passione del volontariato e la responsabilit? di imprese e cittadini. Abbiamo dimostrato che la solidariet? ? pi? contagiosa del virus. Quando una citt? sa fare squadra pu? affrontare qualsiasi crisi! Voglio sottolineare che il lavoro degli assistenti sociali nella valutazione delle richieste ? stato veramente egregio. Grande professionalit? unita a una sensibilit? per i problemi delle famiglie hanno prodotto i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Malgrado le condizioni di lavoro non siano delle migliori: 7 assistenti sociali e altri 6 dipendenti per un totale di 13 operatori stipati in 3 stanze con strumenti informatici medievali. Purtroppo il Consorzio dei Servizi Sociali ci ha gi? avvisati che luned? termineranno il loro servizio alcuni operatori e ci ritroveremo di nuovo con la solita gravissima carenza di organico. Ricordo che per legge Cassino dovrebbe avere 8 assistenti sociali (1 ogni 5.000 abitanti) invece ne ha uno solo pianta organica). Malgrado ci?, umore e motivazione ai massimi livelli. 

La citt? in queste settimane ? ricca di iniziative solidali di ogni genere, questa ? la Cassino che le piace?

Esattamente. Ognuno ha dato un contributo ed ? in corso una gara di creativit?, una rincorsa al bene che ha sorpreso piacevolmente tutti. Finanche un?asta solidale, la pregevole iniziativa delle Associazioni ?Cassino per la Pace? e ?Pentacromo? che hanno come obiettivo raccogliere 5.000? dalla vendita di opere d?arte da devolvere al fondo di CassinoRisponde. Questa ? la coesione sociale che ci eravamo dati come obiettivo quando ci siamo insediati. Ora la sfida ? mantenerla viva anche quando la pandemia sar? finita. 

E come?

Ho proposto al Sindaco di costituire una Fondazione di partecipazione, come ne esistono tante, soprattutto al nord: un ente non profit che metta insieme Comune, Terzo settore e Imprese socialmente responsabili, dalla Banca all?assicurazione all?azienda manifatturiera. Alcuni imprenditori hanno gi? mostrato interesse per questa ipotesi. Sono convinto che potrebbe dare frutti che oggi neanche immaginiamo, tra cui anche posti di lavoro per i giovani laureati della nostra Universit?. 

Malgrado tutto questo non mancano mai le polemiche: il Consigliere Evangelista ha formalizzato una richiesta di accesso agli atti… 

? suo diritto. Mi dispiace che sia circolata la notizia, non avrei voluto: so che devo lavorare e che sar? giudicato per quello che produco, non rispondo alle polemiche se non con i risultati del mio lavoro. Per me lui come chiunque altro pu? vedere tutti gli atti amministrativi che vuole ma quando ho visto la richiesta della lista dei volontari ho perso la testa. Ci sono persone, soprattutto ragazzi, che mettono a rischio la loro salute per servire la propria comunit?, con passione e abnegazione. E dovrebbero finire per questo nelle liste di proscrizione di un politico? ? una roba da matti. Queste persone vanno protette, sono volontari, la politica deve avere profondo rispetto e gratitudine nei loro confronti. Sono entrato in politica anche per questo, per dire ai politici di alzarsi in piedi quando passano i volontari! Ho chiesto alla Asl di eseguire i tamponi al personale dell?Assessorato e ai volontari, visto l?alto numero di persone con cui stanno entrando in contatto. Marted? mattina si comincia con il primo gruppo che si recher? per questo a Frosinone. Naturalmente i volontari sono tutti assicurati con una polizza specifica anti-Covid. 

Si dice che ? gi? al lavoro con alcuni collaboratori sulla ripresa delle attivit? normali, la fase 2. Cosa bolle in pentola?

Sono convinto che  ciascuno di noi debba impegnarsi oggi per la ripresa che ci sar? domani. Bisogna programmare adesso in modo da essere pronti quando ci sar? il via libera. Io per esempio ho tre figli piccoli che soffrono molto il non poter vedere i loro amici e so che questo ? il disagio di tutti i bambini e i ragazzi della nostra citt?. Penso ad esempio che dovremmo aprire la Villa comunale e consentire ai bambini di passeggiare con i loro genitori. Con tutte le cautele del caso: ingresso su prenotazione a numero chiuso con personale di sorveglianza e con animatori capaci di promuovere attivit? e giochi che non implichino il contatto ravvicinato. Penso che gli scout sarebbero perfetti per questa attivit?. Non so dire quando questo sar? possibile, non lo decido io anche se spero che quel momento arrivi presto. Ma dobbiamo prepararci adesso, programmare attivit? nuove, diverse dal passato, soprattutto per i bambini e per gli adolescenti che stanno pagando un prezzo altissimo e ingiusto. 

Riprenderemo l?esperienza del progetto ?Citt? dei ragazzi? avviato a ottobre scorso e la Villa comunale sar? un centro propulsore di attivit? di aggregazione educativa. Per uno o forse due anni nulla sar? pi? come prima ma questo non significa che staremo chiusi in casa. La ripresa dovr? trovarci pronti. Ci stiamo gi? lavorando.

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La solidariet? al tempo del Coronavirus

La solidariet? al tempo del Coronavirus

L’INCHIESTA 22 MARZO 2020

Luigi Maccaro, assessore alla Coesione sociale, ha messo in campo in questo periodo di inaspettata emergenza una vera e propria ‘unit? di pronto intervento’ di?volontari. La lunghissima esperienza nel Terzo Settore lo ha abituato ad affrontare i problemi in maniera diretta, velocizzando i passaggi burocratici e, soprattutto, agendo non in modo individuale, ma in rete. Una modalit? ancora non diffusa abbastanza.
Vediamo come.

L’assessorato ? in campo da giorni con diverse iniziative a sostegno delle fasce pi? deboli e sole in casa. Com’? la situazione?

?Con la chiusura delle scuole del 5 marzo era chiaro che la situazione era ormai serissima. Tra sabato 8 e domenica 9 marzo mi sono consultato prima con alcuni capi scout, poi con il Sindaco e abbiamo deciso di provare a mettere in piedi una task force di volontari in grado di collaborare con il personale dell’Assessorato per andare in aiuto delle persone pi? fragili, gli anziani innanzitutto, con una serie di iniziative che ormai conoscono tutti: spesa e farmaci a domicilio per chi ? solo e non pu? uscire, monitoraggio anziani soli attraverso telefonate, raccolta alimentare straordinaria per famiglie bisognose, assistenza psicologica in collaborazione con la Asl e assistenza agli stranieri a partire dalla traduzione in 15 lingue delle disposizioni anticontagio del Governo. I servizi funzionano da due settimane a pieno ritmo?.

Quanti volontari operano sul campo e di cosa c’? bisogno realmente per offrire un aiuto?

?Luned? 9 marzo nel pomeriggio avevamo gi? ricevuto circa 30 disponibilit? attraverso la mail volontari@cassinosociale.it. Ad oggi abbiamo oltre 50 disponibilit? ma non riusciamo ad attivarle tutte perch? non abbiamo lo spazio fisico per far lavorare le persone. L’Assessorato ha a disposizione solo 3 stanze e questo ? un altro problema serissimo che deve essere risolto al pi? presto: abbiamo bisogno di spazio.

I volontari sono la cosa pi? bella di questi giorni. Persone pi? o meno giovani che con discrezione, quasi in punta di piedi, lontani da microfoni e telecamere ma vicini a persone sole, anziane, ammalate portano beni di prima necessit? o fanno loro un po’ di compagnia al telefono. Il Comune – e lo dico con vergogna – non ? riuscito a garantire loro neanche una mascherina, ognuno si ? arrangiato ma nessuno si ? lamentato, a differenza di qualche impiegato comunale. Il volontariato continua ad essere una colonna portante della nostra societ? ed un ausilio irrinunciabile per le pubbliche amministrazioni spesso ingessate da mancanza di fondi, di personale e da eccesso di burocrazia.

Per dirne una: alcuni cittadini mi hanno contattato per chiedermi se potevano fare offerte in denaro per le famiglie pi? disagiate. Ebbene, dal 13 marzo ancora non si ? riusciti a predisporre gli atti per poter ricevere queste donazioni su un conto corrente dedicato. Confido che ce la faremo sperando che non sar? troppo tardi per qualcuno?.

Come cambia la solidariet? delle persone nel tempo del virus?

?Siamo tutti abituati a parlare del bene comune. In questi giorni ci tocca parlare di un male comune perch? il virus ? un male che riguarda tutti. Ed ? cos? che riscopriamo la nostra fragilit?, sentiamo che poi alla fine non ? vero che siamo cos? forti come vogliamo far apparire e che abbiamo bisogno degli altri. La fragilit? ? la cosa pi? potente che abbiamo perch? ci mette in moto le risorse migliori: la sensibilit?, la pazienza, la cura dell’altro. La fragilit? ? la radice della solidariet?, cio? non aiuto il prossimo perch? sono bravo, aiuto il prossimo perch? mi fa bene e nell’aiuto reciproco si realizza la vera vocazione dell’umanit?. Dobbiamo cercare, anche in questo frangente cos? doloroso per il Paese, quella ricchezza umana che spesso dimentichiamo a causa dei nostri pregiudizi. Il virus ? una ferita profonda ma pu? avere un effetto collaterale positivo se lo sappiamo cogliere?.

Stranieri, emarginati, senzatetto. Di loro non si parla pi?. Sono tornati ad essere invisibili?

?Sono gli ultimi tra gli ultimi e anche il motivo per cui dovremmo essere molto pi? operativi e direi anche coraggiosi nelle scelte. Proprio ieri si ? presentato un caso di un senzatetto che per motivi di sicurezza non poteva essere accolto in una struttura. Bisogna inventare soluzioni nuove come al tempo in cui il Consorzio aveva l’unit? mobile del progetto Clochard o come a Exodus dove abbiamo predisposto dei locali per la quarantena?.

A proposito di Exodus, come sta vivendo questo periodo?

?La comunit? funziona regolarmente ma a porte chiuse. Abbiamo sospeso tutte le altre attivit? e predisposto un protocollo per i nuovi ingressi che dovranno sottoporsi ad un periodo di isolamento rispetto al resto della comunit?. Per il resto niente visite dei familiari, sospese tutte le attivit? esterne per il reinserimento sociale e in cascina non pu? entrare nessuno. Gli operatori non impegnati nelle attivit? di riabilitazione con i tossicodipendenti sono in ferie o in cassa integrazione. Per i ragazzi non ? facile, in compenso sentono i familiari via skype pi? spesso. I nostri educatori, tutte le mattine vanno sul posto di lavoro, nonostante le paure e sprovvisti di qualsiasi protezione, con professionalit? e passione, facendo spesso doppi turni per coprire altri colleghi pi? fragili, pi? a rischio?.

Le politiche sociali al tempo del virus: quali criticit? ritiene siano prioritarie in questo momento?

?In Assessorato ci siamo organizzati per non chiudere il servizio anche se alcuni assistenti sociali lavorano anche da casa. Certo, se avessimo avuto le cartelle sociali informatizzate che sto chiedendo dal primo giorno che ho messo piede in Assessorato, sarebbe pi? facile continuare a seguire in remoto le famiglie fragili, i minori a rischio, le persone socialmente pi? vulnerabili, gli anziani che frequentano i centri sociali e, soprattutto, quelli che non li frequentano o le famiglie dei disabili.

Ma il dissesto ? anche questo, non poter spendere 5.000 euro per adeguare il lavoro sociale ai tempi moderni. Questa, insieme alla carena di spazi per il lavoro degli assistenti sociali ? una delle tante criticit?. Dopodich?, se anche l’Europa ha sospeso il Patto di Stabilit?, non capisco perch? un Comune, seppure in dissesto, non possa scegliere di mettere risorse per contenere l’emarginazione sociale. Resta il fatto che questo ? un sistema che va completamente rinnovato, anche tecnologicamente. Le procedure burocratiche per me sono insopportabili, che ci posso fare? Mai come oggi abbiamo bisogno di politiche sociali e di operatori sociali e invece si va solo e sempre verso la contrazione delle risorse. In queste ore l’emergenza ? sanitaria ma quando rientrer? la pandemia rimarranno le conseguenze sociali: imprese chiuse, gente senza lavoro e senza casa, diritti sociali negati.

Abbiamo davanti una sfida importante per la citt? di Cassino e la Regione Lazio non pu? sottovalutarla come ha fatto finora. Servono misure economiche straordinarie che non si perdano nei livelli intermedi. Fuori dai denti: Cassino dovrebbe ricevere risorse regionali proprie che non passino per il Consorzio dei Servizi sociali. Con il Direttore Tartaglia c’? un’ottima collaborazione ma le esigenze di una citt? come Cassino sono profondamente diverse da quelle degli altri Comuni pi? piccoli?.

Le polemiche politiche di questi giorni?

?Chi fa polemiche in questi giorni o ? sciocco o ? in malafede. Questo ? il tempo in cui le persone serie riconoscono di avere un nemico comune che si chiama Covid-19, un nemico con cui non si scherza, non si pu? essere approssimativi, un nemico che ha gi? provocato migliaia di morti e che vede medici e infermieri rischiare la vita per aiutare il Paese ad uscire da questa tragedia. Chi fa polemica in questi giorni lo fa in modo pretestuoso per guadagnare un po’ di consenso attraverso i social e trovo che sia veramente triste. Non che non si debbano fare critiche, per carit?. Per? soprattutto in questi giorni basta con la superficialit?, la mancanza di argomenti, l’incapacit? di rispettare il lavoro delle istituzioni manco fossimo ancora in campagna elettorale. C’? sempre quello che la sa pi? lunga degli altri e si mette a spiegare su facebook cosa dovrebbe fare il Sindaco. Peccato che in questi giorni non si renda conto di essere pi? che mai fuori luogo?.

andratuttobene e iorestoacasa sono solo slogan oppure voi che siete in prima linea ci credete davvero?

?Gli hashtag vanno presi per quello che sono. Io ho i miei: #cassinosolidale e #cassinorisponde. Io so che dobbiamo fare del nostro meglio, anzi dovremmo fare l’impossibile per andare incontro alle persone che in questo momento stanno vivendo malissimo. Che senso ha dire che andr? tutto bene se poi non si ha un centesimo per attivare forme di contenimento del disagio sociale??.

Redazione L’Inchiesta Quotidiano

L?adolescenza non ? una malattia ma dobbiamo occuparcene insieme

L?adolescenza non ? una malattia ma dobbiamo occuparcene insieme

L’INCHIESTA QUOTIDIANO, 29 GENNAIO 2020 –

Dopo 30 anni di lavoro con i giovani difficili nella citt? di Cassino, qual ? il polso della situazione? Quali sono gli elementi di maggiore importanza nell?universo giovanile del nostro territorio?

Il dato pi? importante ? che noi questi ragazzi non li conosciamo affatto. Dobbiamo accettare il fatto che i tempi cambiano e dobbiamo smetterla di cercare di incastrare gli adolescenti nei nostri modelli di comportamento ideale. La verit? ? che l?unico modo di essere adolescenti in maniera sana ? quella di andare ?contro?: il conflitto ? la normalit? dell?adolescenza. E? il tempo delle grandi trasformazioni interiori ed esteriori di fronte al quale i ragazzi vorrebbero che il mondo fosse diverso, in sintonia con loro stessi. Ma questo ? impossibile, perci? ? naturale che siano ?contro?. Per questo con il progetto Selfie vogliamo chiedere ai ragazzi di scattarsi una fotografia che ci racconti i loro bisogni, i loro desideri, le loro sofferenze, il loro potenziale.

Essere ?contro? pu? essere naturale ma pu? anche sfociare nella trasgressione, nella devianza, nelle dipendenze. Cosa devono fare gli adulti in questi casi?

Viviamo nella societ? dell?insicurezza e della paura che nella vita degli adolescenti ? moltiplicata. Prima che i ragazzi facciano sciocchezze grosse bisogna saper essere presenti, in maniera educativa, sin dall?infanzia, in modo da confermare la robustezza dei legami e delle relazioni. L?alcol e le droghe, il gioco d?azzardo e i comportamenti spericolati spesso servono a mascherare un bisogno di appartenenza ad una societ?, innanzitutto familiare, che ? sempre pi? disgregata. L?aggregazione educativa ? la chiave di volta per invertire la tendenza. La famiglia, attraverso anche l?amicizia con altre famiglie, deve essere uno spazio di educazione alle relazioni. La scuola dovrebbe diventare una casa accogliente e formativa per i ragazzi, non pi? un contesto da odiare o, nel migliore dei casi, da mal sopportare. E questa ? una sfida aperta: fare in modo che le scuole il pomeriggio diventino luoghi di aggregazione giovanile.

Exodus ha cominciato le sue attivit? a Cassino 30 anni fa occupandosi di tossicodipendenti. Oggi la nuova emergenza sono gli adolescenti ?difficili?, su questo siete molto impegnati ma il mare dei bisogni educativi sembra immenso.

 Ormai tutti i giorni incontriamo persone che ci chiedono aiuto per questo. L?altra sera al supermercato una signora mi ha fermato chiedendo un aiuto per il figlio che ? in preda ad una dipendenza dal videogioco Fortnite. Ieri mattina una insegnante mi ha chiesto una riunione operativa a scuola per affrontare lo stesso problema con i suoi studenti. C?? un allarme videogiochi e social network di fronte al quale gli adulti si stanno chiedendo come affrontare il problema e chiedono aiuto. Nei prossimi giorni iniziamo un corso di formazione all?ITIS sulla gestione efficace della classe. In febbraio ripartono gli incontri formativi per genitori dell?Universit? della Famiglia. Con il Comune stiamo cercando di avviare un servizio di educatori domiciliari. Abbiamo bisogno di volontari, studenti universitari, insegnanti in pensione, persone che vogliono dare un po? del loro tempo per costruire una ?comunit? educante? capace di non delegare agli psichiatri la questione giovanile ma facendosene carico responsabilmente.

Per questo ripartiamo dalla conoscenza dei ragazzi. Cosa vi aspettate dal progetto di ricerca ?Selfie??

Vorremmo dedicare i prossimi mesi alla somministrazione del questionario in tutte le scuole, medie e superiori, di Cassino. Se riusciamo a finire il giro entro la fine di questo anno scolastico, a settembre potremmo presentare i risultati di questa ricerca e, in base a questi, strutturare un progetto di promozione del benessere giovanile nella nostra citt?. Sarebbe il modo pi? bello di celebrare il trentesimo anniversario di Exodus a Cassino. L?adolescenza non ? una malattia ma dei ragazzi dobbiamo occuparci insieme, cittadini, associazioni e istituzioni con competenza e senso di responsabilit? collettivo. Anche per questo, entro met? febbraio andremo rinnovare il protocollo d?intesa per l?attivazione di un Osservatorio sul disagio giovanile sottoscritto da Exodus, Universit? di Cassino, ASL di Frosinone e Comune di Cassino.

INTERVISTA DI LORENZO VITA

Viva gli anziani, risorsa per la citt

Viva gli anziani, risorsa per la citt

Intervista di Lorenzo Vita per L’inchiesta dell’8 ottobre 2019

In italia si sta assistendo ad un aumento dell’et? demografica, questo fenomeno caratterizza anche il nostro territorio?

Ovviamente si ma non dobbiamo vedere questo come una disgrazia. Se sapremo trasformare questo in un’opportunit?, valorizzando le potenzialit? degli anziani allora potremo far crescere il bene comune. La sfida pi? grande sta nel trasferimento di valori, esperienze e saperi alle nuove generazioni. Serve una visione nuova nella quale gli anziani possano essere protagonisti attivi del benessere collettivo. A tutte le et? si pu? studiare, lavorare, organizzare, amare, viaggiare. Ciascuno secondo le proprie possibilit?, certo, ma gli anziani non sono un problema per la societ?, sono una risorsa, a patto di organizzare con loro spazi di protagonismo.

Quali sono le preoccupazioni e i problemi principali che condizionano gli anziani in difficolt? e che il suo Assessorato si trova ad affrontare?

Certo bisogna considerare poi la fragilit? degli anziani soli, la non autosufficienza, l’incapacit? dei servizi pubblici di dare risposte vere e non palliativi. E qui si aprono spazi interessanti per una collaborazione tra pubblico, privato e volontariato. I pi? svegli da questo punto di vista parlano di silver economy ovvero un’economia che ruota intorno ai bisogni degli anziani che, se gestita in maniera non profit o, al limite low profit, potrebbe dare luogo a quel welfare misto che ? l’unica risposta possibile di fronte alla mancanza di risorse pubbliche. Assistenza domiciliare, teleassistenza, co-housing sono risposte possibili per le quali vogliamo attivarci al pi? presto. Alcuni servizi sono gi? erogati dal Consorzio dei Servizi sociali ma vanno incrementati.

Quanto ? importante il ruolo dei centri anziani in questo?

I Centri Anziani sono le prime antenne del Comune nel mondo della terza et?, si occupano di invecchiamento attivo attraverso l’organizzazione di tante attivit?: gite, cene sociali, corsi di formazione, sport, attivit? ricreative e molto altro. Ma secondo me devono fare un salto di qualit?: affrancarsi dalla dipendenza dal Comune e trasformarsi ciascuno in Associazione di Promozione Sociale, in modo da poter accedere ai contributi della Regione riservati alle APS, da poter erogare servizi ai propri associati e sviluppare progetti di protagonismo vero. Pensate ad un servizio semplice come la possibilit? per due anziani soli di andare a vivere insieme e magari condividere la badante: si risparmiano molti soldi dividendo le spese ma soprattutto migliora la qualit? della vita. La cosa pi? logica per me ? che gli anziani si possano organizzare e gestire autonomamente un servizio di questo tipo. Ma ? solo un esempio. Nei Centri Anziani c’? un capitale da rimettere in circolo a beneficio dell’intera collettivit?. Possono diventare dei Centri di Servizio importantissimi.

Quali sono i progetti gi? realizzati e che attiverete in futuro?

Abbiamo molte attivit? che i ragazzi del servizio civile promuovono all’interno dei 4 centri, stiamo per lanciare un ciclo di incontri formativi in collaborazione con la ASL sulla corretta alimentazione, stiamo ripartendo un piccolo fondo economico per le spese di gestione, stiamo programmando un corso con il Centro Servizi al Volontariato di Frosinone per i responsabili della gestione dei centri. Ho in testa soprattutto 3 obiettivi: il primo ? organizzare un servizio di teleassistenza e di monitoraggio degli anziani soli e fragili nel quale siano gli anziani nel pieno delle loro forze ad organizzare e gestire il servizio, il secondo ? l’universit? popolare della terza et? da gestire in rete fra i 4 centri anziani e con la collaborazione degli studenti dell’Universit? di Cassino e il terzo ? riaprire il centro anziani di San Bartolomeo.

Domenica ci sar? la “Festa dei nonni”, ci parli dell’evento

Sar? una festa della Famiglia perch? dire nonni vuol dire dire nipoti, bambini e momenti di gioia. Ci saranno giochi, animazione, musica e divertimento. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno sostenuto l’organizzazione dell’evento, innanzitutto il Centro Anziani che ha promosso l’iniziativa, tutte le organizzazioni che porteranno un contributo l’animazione della giornata e soprattutto gli sponsor senza i quali questa giornata non si sarebbe potuta realizzare. Fare festa insieme fa bene alla citt? e dedicare una giornata ai nonni significa riconoscere la funzione straordinaria che hanno nella costruzione solidale della nostra societ?.

L’inchiesta, 8 ottobre 2019
La coesione sociale ? la nostra prospettiva

La coesione sociale ? la nostra prospettiva

Intervista a Luigi Maccaro raccolta da Stefano Di Scanno, Direttore de L?Inchiesta.

Com?? stato l?impatto con la pubblica amministrazione dopo tanti anni nel privato sociale?

Affascinante! Ho trovato tante persone che lavorano con impegno, passione e professionalit? con le quali mi sono trovato subito a mio agio. I problemi sono tanti, le risorse poche ma non ci si scoraggia. In questi giorni sto cercando di ascoltare il pi? possibile tutti per conoscere la situazione ma soprattutto per confrontarmi sulle prospettive possibili: progettare insieme ? la strada maestra per passare dalla gestione delle emergenze ad una visione competente e partecipata di un Assessorato che sia capace di valorizzare le risorse del territorio, persone e organizzazioni.

Quali sono le cose che ti preoccupano di pi??

Senz?altro alcune situazioni che riguardano minori appartenenti a nuclei familiari in difficolt? sociale ed economica. Ci sono delle vere e proprie emergenze che ci danno la misura di quanto, da troppo tempo, non si riesca pi? a fare prevenzione. Poi c?? l?emergenza abitativa sulla quale abbiamo aperto un fronte di collaborazione molto interessante con l?Ater. Presto ci saranno dei loro funzionari presso la casa comunale per rispondere direttamente agli inquilini. Sono in corso gli espletamenti necessari al reperimento di nuovi alloggi che potrebbero essere disponibili gi? nei prossimi mesi. Ci sono progetti di housing sociale sui quali contiamo moltissimo. La casa ? garanzia di dignit? per le persone ed ? una delle nostre principali preoccupazioni.

E i progetti in cantiere?

Credo sia necessario attivare un servizio di consulenza psicopedagogica per supportare le famiglie in difficolt? per quanto riguarda le responsabilit? genitoriali con l?obiettivo di scongiurare il pi? possibile il collocamento in struttura dei minori. Abbiamo intenzione di rilanciare l?affido familiare attraverso un corso di formazione che attiveremo entro l?autunno. La prossima settimana far? visita ai ?ragazzi? dei quattro Centri Sociali per gli Anziani di Cassino con l?intento di conoscere i problemi ma soprattutto di promuovere le potenzialit? ed il protagonismo di queste realt? che hanno tantissimo da dare alla citt?. Con l?apertura delle scuole, insieme a Concetta Tamburrini, Assessora all?Istruzione, rilanceremo l?idea del Consiglio comunale dei Giovani affinch? abbiano spazio istituzionale per promuovere il protagonismo delle nuove generazioni.

Come saranno i rapporti con il volontariato? Ci sar? finalmente la consulta tanto attesa dalle onlus?

Devo dirti che pi? che consultare il volontariato mi interessa lavorarci insieme. Vorrei che nei locali dell?Assessorato le associazioni si sentissero a casa loro. Certo, ci saranno i tavoli tematici permanenti per l?analisi dei bisogni e la condivisione delle strategie, ma soprattutto ci saranno dei gruppi di lavoro e co-progettazione anche con il coinvolgimento di altri assessorati. Abbiamo preparato una bozza di regolamento per promuovere i rapporti fra l?amministrazione ed il Terzo settore, anche alla luce della recente riforma. Ci sar? una fase di riflessione comune affinch? la stesura finale possa avere la pi? ampia condivisione possibile e poi si passer? in Consiglio Comunale per l?approvazione. Ma abbiamo gi? iniziato a lavorare insieme.

Dalla minoranza sollecitano il Sindaco su un argomento che ti ? molto caro: i negozi di cannabis. La tua posizione ? nota ma come intendi muoverti sull?argomento?

Si usano certi argomenti in maniera strumentale solo per fare polemica ma almeno su questo posso dire con certezza di avere le idee molto chiare. La questione dei negozi di cannabis ? ampiamente dibattuta a livello nazionale ed ? sciocco pensare che l?Amministrazione comunale possa assumere provvedimenti per dare seguito ad una sentenza della Cassazione: sono materie su cui il Comune non ha alcuna competenza. Piuttosto stiamo lavorando per dare vita ad un gruppo di lavoro che coinvolga Asl, Universit?, Scuole e Privato sociale capace di dare vita ad un Piano di prevenzione comunale sul disagio giovanile. ? un obiettivo molto ambizioso soprattutto se si considera che non ci sono risorse economiche dedicate ma a Cassino ci sono tante persone fortemente motivate e sono sicuro che entro l?autunno metteremo in campo le prime azioni.

Un altro tema scottante ? quello dell?immigrazione, come pensi di affrontare questa nuova frontiera?

Per me la presenza di cittadini di origine straniera rappresenta una grande risorsa ed una grande opportunit?: in Italia gli immigrati lavorano, pagano le tasse, creano imprese che danno lavoro, hanno grande voglia di affermarsi e sanno che devono guadagnarsi tutto. Vorrei che le politiche di integrazione fossero caratterizzate il pi? possibile dal principio della reciprocit? affinch? anche noi possiamo scoprire la cultura e il fascino di mondi e di esperienze prima lontane. Ci sono comunit? e associazioni che spero di incontrare al pi? presto per progettare insieme momenti di condivisione aperti alla citt? ma anche risposte ai bisogni di coloro che ancora non hanno trovato una condizione di vita dignitosa per mancanza di una casa, di un lavoro o per la lontananza dalla famiglia di origine. Dobbiamo imparare a guardare negli occhi queste persone, a scambiarci il racconto delle nostre storie, dobbiamo capire, come ? gi? evidente in tutto il mondo civile, che il colore della pelle non fa la differenza tra le persone che hanno esattamente gli stessi diritti e gli stessi doveri.

Ultima domanda: da dove hai tirato fuori il nome Assessorato alla Coesione sociale?

Ho provato a dare una cornice di senso alle deleghe ricevute dal Sindaco: politiche sociali, politiche giovanili, integrazione e periferie. L?Assessorato deve fornire servizi ai cittadini, come ha sempre fatto, ma non si esaurisce tutto l?. La vera rivoluzione sta nel comprendere che la responsabilit? della tenuta della citt? ? di tutti e solo se saremo capaci di una coesione vera potremo dare risposte che vadano oltre le poche possibilit? che oggi hanno i comuni. Dieci anni di crisi economica hanno sfiancato tutti, c?? poca fiducia nel futuro, avvilimento generale, lo spettro della disoccupazione che genera ansia, depressione, disagio sociale. Allora bisogna fare un?opera di ricucitura del tessuto sociale, partendo dagli ultimi ma coinvolgendo tutti gli strati sociali, scommettendo sulla solidariet? come atteggiamento di fondo e sul senso civico di tutti coloro che si riconoscono in un destino comune. In questi pochi primi giorni di Assessorato, ho gi? ricevuto tantissime disponibilit? alla collaborazione da parte di professionisti, imprese, associazioni che non vedono l?ora di mettersi al fianco di un nuovo modo di fare politica. Ecco, vorrei che la coesione sociale fosse la vera mission di questa esperienza amministrativa.

Minori e dipendenze, ? allarme

Minori e dipendenze, ? allarme

Ore e ore davanti alla playstation o con cellulari e tablet tra le mani. Maccaro: “Il problema sono gli adulti iperconnessi”. Droga e alcol dilaganti tra i ragazzini.

Ore e ore davanti alla playstation o con cellulari e tablet tra le mani. Cervello “resettato” e genitori in affanno. E se apriamo il fronte delle dipendenze da droga e alcol tra minorenni, dove l’allarme a Cassino resta altissimo, l’asticella dell’emergenza tocca le temperature di questi giorni.

Bambini e adolescenti iperconnessi. ? un abuso fuori controllo e pericoloso. Come dosarlo?
?Venerd? sera -risponde Luigi Maccaro, esperto del settore, responsabile di Exodus ma anche assessore comunale- abbiamo cominciato un ciclo di appuntamenti intitolato “L’accademia dei super pap?” e si ? parlato moltissimo dei conflitti in famiglia derivanti dall’abuso di tecnologia. Ma il vero problema sono i genitori iperconnessi e i figli ovviamente replicano gli stessi comportamenti. Inutile lamentarsi finch? non impareremo a spegnere il telefono quando entriamo in casa. Se non si mettono dei limiti fin da piccoli poi i problemi diventano enormi. Niente cellulare fino alla prima media. Console per videogiochi senza connessione a internet fino ai 14 anni. Massimo un’ora di tecnologia al giorno. Il buon esempio degli adulti. Ma soprattutto sport, attivit? artistiche, tempo libero con gli amici e vita all’aperto con tutta la famiglia?.

Droga e alcol diffusi tra adolescenti, oltre che tra i giovani. Perch? si cede cos? facilmente e ad et? sempre pi? al limite?
?Perch? gli adulti non hanno voglia di educare i bambini e i ragazzi al senso del limite. Il cervello “dipendente” lo si educa da piccoli evitando accuratamente l’uso dei No. Senza limiti, l’ansia dei figli cresce a dismisura e si canalizza prima nella tecnologia e poi nelle sostanze. Prima c’erano tempi ben definiti per il passaggio da una fase della crescita a un’altra. Oggi finanche certe scuole elementari fanno fare esperienze da scuola media con l’intento di assicurarsi le iscrizioni. Si regalano giochi da adolescenti a bambini di sei anni e tutte le tappe vengono bruciate da un’ansia da prestazione che ? degli adulti e poi viene trasferita sui ragazzi. Insomma, la responsabilit? ? sempre la nostra. Impariamo a dare il giusto valore a ogni et?. Non possiamo evitare il conflitto con i ragazzi dicendo sempre di S? a tutto. Dobbiamo imparare a stare dentro al conflitto e coglierne le opportunit? educative. ? faticoso lo so ma produce risultati?.

Qual ? il vero antidoto alle dipendenze adolescenziali e giovanili? I genitori spesso sono cos? sperduti e la societ? sembra indifferente? 
?Bisogna partecipare a momenti di formazione e di confronto continuo. L’iperconsumismo di cui siamo tutti vittime ci impone uno sforzo in pi? per conoscere e imparare a combattere i pericoli ai quali siamo sottoposti. Ma soprattutto dobbiamo capire che le famiglie possono fare tantissimo stando insieme, aiutandosi, condividendo le preoccupazioni ma anche le soluzioni. L’amicizia tra le famiglie ? un ottimo antidoto all’individualismo che miete le prime vittime fra i nostri figli che sono sempre pi? soli. Essere padri oggi ? difficilissimo ma ? la vera sfida sulla quale ci possiamo giocare la possibilit? di cambiare la nostra societ??.

Dal volontariato alla politica il passo ? breve

Dal volontariato alla politica il passo ? breve

Luigi Maccaro ha deciso di portare in citt? quella spinta al cambiamento che gli ha consentito trasformare la comunit? in un luogo di aggregazione al servizio di tutta la citt?. Domenica scorsa la cascina di via Vertelle era invasa da oltre 500 persone in un clima di amicizia e di gioia di stare insieme.
Che significato ha passare dal volontariato alla politica?
Ti rispondo con le parole del Card. Martini: il buon samaritano ? il volontario che raccoglie per strada il poveraccio. Il suo intervento ? importante ma si inserisce nell’assenza della politica che avrebbe dovuto provvedere alla sicurezza sociale, al soccorso e alle strade. Dopo aver incontrato centinaia e centinaia di persone fragili ho capito che le Istituzioni si devono assumere la responsabilit? politica di assicurare ad ogni cittadino le condizioni perch? possa realizzare pienamente la propria vita. E voglio entrare nelle Istituzioni per avere la possibilit? di cambiare le cose. 
La comunit? Exodus l’hai cambiata profondamente in questi anni, da dove partiresti per cambiare la citt??
Quando nel 1999 ho assunto la responsabilit? di Exodus, ho preso in mano una comunit? con solo due operatori e una condizione economica gravata da debiti molto importanti. La reputazione del centro era pessima e tutti ne stavano alla larga. Oggi invece Exodus ? una delle poche realt? in grado di aggregare centinaia di famiglie che in armonia praticano diverse attivit? o semplicemente condividono un pasto all’aperto. Tutto ci? grazie all’approccio del buon padre di famiglia, il quale insieme al lavoro di squadra ci ha portati ad essere oggi una realt? economicamente solida con 30 lavoratori e tanti servizi alla citt? resi spesso gratuitamente.Cassino deve cambiare a partire dai giovani che possono essere protagonisti di un progetto di grande respiro. Per questo immagino un Consiglio Comunale dei Giovani, 15-25 anni, affinch? i rappresentanti, scelti dagli elettori di questa fascia d’et?, possano occuparsi in prima persona delle politiche cittadine che li riguardano costringendo gli adulti a confrontarsi istituzionalmente con le loro proposte. Ma anche i centri di aggregazione per promuovere le culture giovanili coinvolgendo i diecimila studenti universitari che sono una ricchezza straordinaria con la loro voglia di essere protagonisti.
Tutto bello ma qui per i giovani manca il lavoro, i ragazzi scappano da una citt? che rischia di diventare un dormitorio
Hai ragione ma anche qui le ricette sono semplici: innanzitutto dobbiamo capire che con la cultura “si mangia”. La mia idea di costituire una fondazione culturale con Abbazia e Universit? che vada oltre le stagioni politiche ha come obiettivo mettere insieme istituzioni, associazioni, imprenditori con responsabilit? sociale d’impresa per uno sviluppo economico e commerciale basato sul turismo. La seconda idea ? quella di costituire una multiservizi a partecipazione pubblica ma con una mentalit? “privata” per la gestione dei servizi comunali, dai parcheggi alle riscossioni, per destinare i profitti  all’incremento occupazionale di Cassino. Un’altra idea riguarda l’affidamento di beni pubblici a cooperative di giovani che si candidano sulla base dei profili e dei progetti di gestione. Troppi spazi verdi e siti culturali sono abbandonati nella nostra citt?: ? il momento di affidarli a ragazzi che hanno competenze, entusiasmo e voglia di mettersi in gioco. Promuovere l’autoimprenditorialit? dei giovani intercettando risorse regionali, nazionali ed europee: negli ultimi due anni Exodus ha intercettato, attraverso il proprio ufficio progetti, risorse che il Comune di Cassino spesso ha perso, basta guardare le graduatorie.
Per cambiare le cose forse bisogna cambiare la politica
Bisogna che tornino in politica le persone per le quali fare politica ? un sacrificio ma anche una responsabilit? morale. Basta con i nullafacenti che campano di politica. Il meglio per la citt? possono portarlo le donne e gli uomini che nella vita personale hanno gi? dimostrato di realizzare cose importanti per il bene della collettivit?. Da questo punto di vista considero le primarie un successo personale perch? fino a che non ? arrivato Astorre ad imporle in sostanza io ero l’unico a chiederle. Invece bisogna andare a viso aperto davanti ai cittadini, proporre le proprie idee, vedere chi corre pi? forte e poi rientrare nella stessa squadra per governare insieme la citt?. E poi la cosa che mi fa felice ? il voto ai ragazzi di 16 anni che avranno la possibilit?, come gi? avviene in molti paesi europei, di dire la propria.
Perch? scegliere Maccaro alle primarie?
Perch? Luigi Maccaro ha idee innovative, ha il coraggio di buttare il cuore oltre l’ostacolo, ha dimostrato spirito di servizio e rifiuto di qualunque interesse personale. Riesce ad interpretare le possibilit? del nostro tempo creando posti di lavoro ed intercettando risorse economiche importanti. Chiunque pu? verificare il suo operato in quella che ora ? una delle eccellenze del Cassinate, Exodus. ? un ottimo regista, sa   costruire la squadra tirando fuori il meglio che c’? nelle persone. Perch? far? dell’amministrazione comunale un faro guida, capace di orientare al meglio tutte le risorse del territorio, istituzioni, imprese, associazioni di cittadini e volontariato convogliando tutti verso un unico progetto di sviluppo condiviso. Perch? ha avuto esperienze di collaborazione a livello nazionale ed anche con organizzazioni europee necessarie per portare Cassino fuori dal provincialismo che ne limita la vocazione di citt? europea, culla della cultura occidentale nata dal monachesimo benedettino.
Fuori di retorica Maccaro ad oggi ? l’unica alternativa, per meriti, capacit? e umanit? ai politici di professione ed agli improvvisati di turno.