Roma, l’Act fa bilancio 2013: risultati eccezionali

Roma, l’Act fa bilancio 2013: risultati eccezionali

“Siamo esempio virtuoso”

(DIRE – Notiziario Sanità) Roma, 22 gen. – Nella sala convegni di via Voghera 35a, l’Agenzia capitolina sulle tossicodipendenze, istituzione di Roma Capitale, ha presentato i risultati ottenuti e i dati ricavati dalle attività svolta sul territorio attraverso l’erogazione dei servizi nel corso dell’anno solare 2013. “I risultati ottenuti dai servizi dell’Agenzia capitolina sulle tossicodipendenze sono eccezionali’, dichiara Luigi Maccaro, presidente dell’Act. In particolare, sottolinea, ‘i traguardi raggiunti dai servizi di prevenzione e promozione di stili di vita sani, dimostrano, ancora una volta, la validità del percorso intrapreso nell’ultimo quinquennio, poiché confermano l’assunto che il fenomeno della tossicodipendenza si possa combattere prevenendo, informando sui rischi e fornendo valide alternative all’utilizzo di sostanze. Il sistema proposto dall’Agenzia si riconferma, così, un esempio virtuoso per l’Italia e per il resto d’Europa, poiché risponde, in maniera compiuta, ai bisogni effettivi dei cittadini di Roma Capitale, grazie anche alla collaborazione degli enti gestori che hanno erogato i servizi per conto dell’Agenzia”.

Con l’attivazione del ‘Nuovo quadro dei servizi cittadino”, coerentemente con le linee guida proposte dal Piano di azione nazionale (Pan) sulle droghe e in attuazione del piano programma approvato dall’Assemblea capitolina, l’Agenzia capitolina sulle tossicodipendenze ‘ha portato un sostanziale cambiamento nell’ambito dei servizi dedicati alla problematica delle tossicodipendenze, proprio con l’obiettivo di renderli maggiormente qualificati e rispondenti alle esigenze dei cittadini’. Dal 2009 al 2013, all’interno dei servizi stanziali erogati dall’Act, si è registrata una diminuzione progressiva (pari al 18,9%) in termini utenti accolti: 783 nel 2009, 719 nel 2010, 690 nel 2011, 674 nel 2012 e 635 nel 2013. Nel corso del 2013, i servizi stanziali erogati sul territorio di Roma hanno accolto il 5,8% in meno rispetto all’anno 2012.

Ciò dimostra ‘una riduzione degli utenti tossicodipendenti attivi, accolti nei nostri Servizi, sul territorio di Roma Capitale’. La diminuzione riguarda soprattutto i servizi a bassa soglia, erogati dagli stessi enti sin dal 2000, che nel 2013 hanno registrato un calo dell’utenza pari al 7,8%, mentre ‘viene confermata la validità dei servizi a soglia intermedia’, che registra un leggero decremento pari a una flessione del 2,5%, il che denota una maggiore corrispondenza tra domanda e offerta rispetto ai servizi a bassa soglia.

Infine, ‘decisamente migliorato’ risulta l’incremento dei servizi di alta soglia, con un aumento complessivo di utenti pari a ben il 25% rispetto al 2012: segno che il lavoro svolto all’interno dei Servizi a soglia intermedia, nell’anno precedente, ‘è risultato efficace, in quanto ha consentito di accompagnare l’utente verso percorsi ad alta soglia finalizzati a consentirne il recupero e il reintegro nel tessuto socio-lavorativo e, ove possibile, familiare’.

Per quanto concerne i servizi di prevenzione, in ciascuno si può riscontrare un importante aumento percentuale dei contatti realizzati nel 2013 rispetto a quelli totalizzati nel 2012. Il servizio denominato Comunicazione in rete ha totalizzato 74.827 contatti, superando del 57% l’obiettivo stabilito. Lievemente superiore all’obiettivo stabilito dalla convenzione risulta anche il numero di contatti totalizzati dal servizio Prevenzione in rete: 38.479 su 38.095, ovvero l’1% in più rispetto ai parametri di riferimento.

I servizi di prevenzione nelle scuole secondarie di secondo grado, rivolti agli studenti tra i 13 e i 20 anni ed erogati in ciascun municipio di Roma Capitale, hanno ottenuto un notevole incremento, migliorando di gran lunga i già ragguardevoli risultati concretizzati nel 2012. Mentre nel 2012 sono stati realizzati 5.086 contatti totali, 1281 in più (+33,7%) rispetto all’obiettivo fissato dalla convenzione, nel 2013 ne sono stati registrati 16.719, ossia il 192,6% in più rispetto all’obiettivo fissato dalla convenzione, migliorando del 191,2%, ovvero 9.724 contatti, il risultato dell’anno precedente. Questo aumento considerevole dei contatti effettuati ‘evidenzia l’interesse da parte dei ragazzi coinvolti nelle attività di prevenzione i quali, attraverso il confronto con gli operatori e lo scambio di informazioni tra pari, riescono ad assumere maggior consapevolezza in merito ai rischi connessi all’uso di sostanze nonché dell’importanza di avere una sistema di relazioni in grado di supportare un percorso di crescita e maturazione attraverso gli stili di vita sani’.

Per quanto riguarda i servizi di promozione di stili di vita sani, possiamo notare che il servizio Prevenzione di comportamenti a rischio e promozione di stili di vita sani ha registrato un incremento del 347,4% rispetto all’obiettivo, e che il servizio denominato Comunità giovanile, la prima a finanziamento pubblico attivata in Italia, ha totalizzato, nel 2013, 8.431 contatti, superando del 40,5% gli obiettivi previsti dalla convenzione e realizzando una media di 580,6 nuovi contatti al mese. ‘L’importante lavoro di promozione e radicamento sul territorio, che nel 2012 aveva visto un incremento dei contatti, rispetto all’obiettivo, pari al 224,7%, ha determinato, quindi, nel 2013, un’ulteriore crescita del servizio, consentendo di mantenere uno scarto positivo quantitativamente elevato rispetto all’obiettivo’.

Nel complesso, i servizi di promozione di stili di vita sani hanno migliorato del 19,1% il risultato raggiunto lo scorso anno, registrando 3.027 contatti in più. Infatti, mentre nel 2012 i contatti registrati sono stati 15.827, 9.827 (+163,8%) in più rispetto all’obiettivo fissato dalla convenzione, nel 2013 sono stati registrati 21.854 contatti, 12.854 (+142,8%) in più rispetto all’obiettivo fissato dalla convenzione. Tali risultati denotano come le categorie degli adolescenti e dei giovani adulti, ‘quando possono usufruire di spazi e progetti che promuovano l’agio come alternativa al disagio, rispondano positivamente alle attività ed ai progetti che gli permettono di vivere una vita sana e di crescere in una condizione drug-free’.

Per quanto riguarda i servizi di consulenza, informazione e orientamento, ‘il numero verde ha realizzato, in poco meno di 8 mesi, 1.969 contatti complessivi, totalizzando una media di 246,13 contatti mensili, mentre il Centro di consulenza e orientamento per minori, singoli, coppie e famiglie con problemi di tossicodipendenza, a sua volta, nei primi cinque mesi di attività, ha totalizzato 700 contatti, con uno scarto in negativo del 46,5%, rispetto all’obiettivo previsto”, spiega Massimo Canu, direttore generale dell’Act.

“Questi numeri sono il frutto di una nuova strategia di intervento, che mette al centro il recupero integrale della persona: con un’attenzione particolare ai giovani e alle famiglie, ed investendo fortemente sul fronte della prevenzione, dell’accoglienza, del recupero, del reinserimento socio-lavorativo e della promozione di stili di vita sani, siamo riusciti ad ascoltare i bisogni della gente ed a dare una risposta, in termini di servizi, che tenga conto di un fatto semplice ma importante: si parla di persone, con dei valori, dei problemi ed alla ricerca di risposte soprattutto dal mondo degli adulti e da quello delle istituzioni, titolari della responsabilità di trasmettere proprio quei valori necessari su cui basare la convivenza sociale e civile”, aggiunge padre Matteo Tagliaferri, consigliere dell’Act e fondatore della comunità ‘InDialogo’.

L’Agenzia, conclude Santo Rullo, consigliere dell’Act, ‘ha risposto fin dal 1998 alle esigenze del territorio e alla necessità di far funzionare meglio il settore, con le sue peculiarità. Logicamente, le risposte di cui necessita la popolazione oggi non sono quelle di 15 anni fa: mentre all’epoca i servizi a bassa soglia rispondevano a un’esigenza che era preponderante rispetto ad altre, oggi appare sempre più evidente la necessità di continuare a investire nel rapporto con gli adolescenti ed i giovani rispetto alle sostanze, sia in virtù del progressivo abbassamento dell’età di primo contatto, sia perché le politiche sociali di prevenzione generano, nel lungo periodo, ragguardevoli economie nelle politiche sanitarie, alleggerendo i costi, sostenuti dai contribuenti, per il servizio sanitario”.

(Wel/ Dire)