Presidiare il tempo libero, la sfida per affrontare le droghe

Presidiare il tempo libero, la sfida per affrontare le droghe

Pubblicata la Relazione al Parlamento del Dipartimento Antidroga

E’ un altro altro bollettino di guerra il Rapporto annuale pubblicato dal Dipartimento antidroga che ogni anno racconta le cifre con le quali l’Italia si scopre sempre pi? “dipendente”. L’appuntamento del 26 giugno quest’anno ? slittato di 4 mesi. Il primo dato in aumento riguarda le morti per overdose che da 3 anni crescono stabilmente: l’anno scorso sono morte quasi 400 persone in seguito all’assunzione di una sostanza stupefacente ma questo dato non tiene conto di tutte le morti correlate all’uso di droga come ad esempio quelle per incidenti stradali. Altro dato impressionante ? il quantitativo di cocaina sequestrata, pi? che raddoppiata rispetto all’anno precedente: 8,3 tonnellate nel 2019 contro le 3,6 del 2018. Un record assoluto.

Tra gli adolescenti resta la cannabis la sostanza pi? usata: l’anno scorso 860 mila  ragazzi hanno dichiarato di aver utilizzato almeno una sostanza illegale nella loro vita, pari al 34% degli studenti italiani.

Fin qui i dati. Agli allarmi ci siamo ormai abituati. Ai dati freddi per? si sovrappongono le tante richieste di aiuto che giungono ai nostri centri d’ascolto e che il covid non ha per niente rallentato.

Era il 12 novembre del 2000, giusto venti anni fa, quando a Cassino, nell’Aula Pacis, si celebr? il primo ed unico Forum regionale per la lotta alla droga, organizzato dall’allora assessore regionale Anna Teresa Formisano per promuovere una strategia della prevenzione coordinata su tutto il territorio della Regione Lazio. Da quel confronto nacquero tanti progetti che in quegli anni rappresentarono un argine importante di fronte alla diffusione delle droghe. Ricordo il centro di aggregazione Argonauti, coordinato dall’ottima Rita Cacciami, come pure Il filo di Arianna per la peer education nelle scuole superiori. Le unit? di strada e i primi incontri di formazione per genitori. 

Oggi il fondo di lotta alla droga ? sparito, nelle scuole si sono chiusi i CIC (centri d’ascolto per studenti), i centri di aggregazione giovanile sono spariti dappertutto insieme alla 285. A tutto ci? si aggiungono i temi dell’azzardo e dei videogiochi: il 22% degli studenti ha dichiarato di aver giocato a lotterie on line e di aver acquistato gratta&vinci mentre il 60% dei ragazzi utilizza almeno un’ora al giorno videogiochi su varie piattaforme. Per non parlare dei social: il 94% riferisce di usarli almeno 2 ore al giorno.

In tutto questo i Comuni sostanzialmente non esistono perch? gli aspetti sociali della questione sono stati completamente azzerati: non si fa pi? prevenzione, non si fa pi? reinserimento sociale. Resta la cura che ? di competenza delle Asl in collaborazione con le comunit? terapeutiche. Da quando ? sparito il Fondo di Lotta alla Droga i Ser.D. e le Comunit? sono rimasti gli unici servizi aperti. 

Eppure il disagio, il vuoto, la solitudine di tantissimi adolescenti iperconnessi abbonda nelle scuole, nelle case, sulle strade delle nostre citt?, come ? possibile che alle amministrazioni comunali non venga riconosciuto alcun ruolo? Qualche sindaco “sceriffo” ci ha provato con qualche ordinanza, qualcun altro promuovendo azioni di prevenzione a budget zero. Ma il disagio dei giovani, prima di tradursi in devianze e dipendenze, si consuma nelle nostra citt?, soprattutto nel loro tempo libero. 

Per questo ? indispensabile restituire un ruolo ai Comuni, ci vorrebbe una legge regionale che dia ai Sindaci gli strumenti per coordinare una strategia di prevenzione rivolta ai cittadini pi? giovani e messa in campo da una rete di soggetti istituzionali e del terzo settore. Ma deve essere un’azione specifica per ogni comune perch? non ? possibile che un adolescente di Acquafondata debba scendere a Cassino per usufruire di un servizio di prevenzione. E neanche pu? essere che, come avveniva negli anni ’90, i servizi di prevenzione vengano erogati solo attraverso la scuola perch? ? nel tempo libero che accadono le cose pi? importanti nella vita dei ragazzi. Possono accaderne di meravigliose ma anche di terribili. Presidiare il tempo libero, questa ? la sfida che abbiamo davanti ma serve una Regione che capisca che non si pu? continuare a rinviare. Serve una Regione che dia ai Comuni gli strumenti giusti. Servirebbe almeno un luogo dove parlare di queste cose. Se lasciamo il tema delle dipendenze al settore sanitario potremo migliorare i sistemi di cura ma oggi ? necessario recuperare energia per incrementare i sistemi di prevenzione.

Il Terzo Settore deve diventare forza politica

Il Terzo Settore deve diventare forza politica

(di Don Antonio Mazzi) ? stato superato ogni limite e, a causa di personaggi irresponsabili e borderline, la morte fisica e la depressione generale hanno ridotto l?Italia a terzo mondo

Caro direttore, noi del Terzo Settore dobbiamo diventare forza politica e smettere di fermarci alla distribuzione dei pani e dei pesci, mentre una gabbia di matti in quel di Roma non ha ancora capito che sono loro la principale causa, dopo il coronavirus, della doppia disgrazia che sta maciullando l?intera Italia. La prima disgrazia, inutile dirlo, ? la bestia che avanza a velocit? sempre pi? micidiale mentre i nostri baruffano. La seconda sono le manifestazioni in cui devastatori si frammischiano tra gli onesti e i veri colpiti dal disastro. Le due cose insieme allargano il fenomeno rendendolo, oltre che sanitario ed economico, quasi terroristico. Non sottovalutiamolo. Devono essere i sindacati per primi a capire che stanno crescendo fianco a fianco il dolore e la trasformazione del dolore in macelleria sociale. E noi del Terzo Settore dove siamo? 

Non sarebbe ora di scomodare, fregandocene di tutto e di tutti, i Palazzi delle baruffe obbligandoli a fare le dieci cose che anche il direttore Fontana ha suggerito nel giornale? Il primo a far disastri dentro il Tempio ? stato Cristo, quando ha capito che il Tempio veniva scambiato per il mercato delle vacche. E noi? ? stato superato ogni limite e, a causa di personaggi irresponsabili e borderline, la morte fisica e la depressione generale hanno ridotto l?Italia a terzo mondo. Una nazione diventata terzo mondo, perch? governata da incoscienti pi? attenti ai loro orticelli ?sacri? che ai veri campi di battaglia. Se torniamo un po? indietro nella storia, troveremo in periodi come questi preti e cattolici veri in testa al popolo, da Martin Luther King in poi. Non credo che Cristo volesse gente che accende candele alla Madonna permettendo nel contempo alla politica di giocare a chi urla e a chi offende di pi?. L?Italia vera non ? viva ma intubata e l?Italia ?dei violenti?, invece, ? pi? viva che mai. Urge vederci presto ?insieme?. Il detto ?In medio stat virtus? mettiamolo in biblioteca e teniamolo buono per, spero, tempi nuovi.

La legge di riforma del sociale compie 20 anni

La legge di riforma del sociale compie 20 anni

L’8 novembre del 2000 veniva approvata la “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”. Fu uno dei regali pi? belli di una stagione politica entusiasmante che vide il centrosinistra unito sotto il segno dell’Ulivo di Romano Prodi.

A vent’anni da quella legge ? doveroso, almeno per chi si occupa di politiche sociali, cogliere l’occasione per una rilettura ed una verifica sulla sua attuazione.

Mi piace molto ricordare anche che uno dei relatori di quella legge fu il “nostro” senatore Lino Diana che nei suoi 3 mandati parlamentari fece onore alla provincia di Frosinone.

Per me la parola chiave di quella legge era ed ? sussidiariet?: non tanto quella verticale che ripartisce le competenze fra gli organi di governo nazionali e territoriali che sulla riforma del titolo V della Costituzione si ? un po’ arenata, quanto piuttosto per la sussidiariet? orizzontale, quella che prevede, ad ogni livello la collaborazione con il privato sociale, il terzo settore, nell’analisi dei bisogni, nella progettazione, nella programmazione e nella realizzazione degli interventi sociali.

Un sistema di erogazione dei servizi fortemente incentrato sulla relazione tra enti locali e organizzazioni non profit alle quali viene riconosciuto un ruolo rilevante.

Bisogna dire che su molti territori, fra cui il nostro, l’attuazione di questa collaborazione ? rimasta lettera morta fatto salvo qualche episodio sporadico che ? da considerarsi tutt’altro che la concertazione prevista dalla 328. 

Una legge fortemente innovativa, nata in un tempo che fu definito “primavera delle politiche sociali”, che, di fatto, nei suoi punti principali pu? dirsi tranquillamente non applicata. E invece, probabilmente, in tempo di pandemia avrebbe mostrato la sua forza e non sarebbe prevalsa la cultura dei bonus che per questo governo sono l’unica risposta ad ogni problema.

Malgrado la crisi economica del 2009 si ? dovuti arrivare al 2017 per vedere uno dei primi effetti concreti della 328, il Reddito d’inclusione, poi diventato reddito di cittadinanza. Nel frattempo l’integrazione socio-sanitaria e tutta una serie di altri temi come la salute mentale, le dipendenze, il dopo di noi, sono rimasti al palo.

Oggi ? evidente come la medicina territoriale dovrebbe essere interconnessa ai servizi sociali in una logica di welfare comunitario capace di generare interventi personalizzati. Dobbiamo restituire al sociale un ruolo importante, capace di orientare anche tutte le altre politiche, perch? il prendersi cura delle persone fa bene a tutta la societ?, promuove la partecipazione e il senso di responsabilit? collettivo. Come dice il Papa “siamo tutti sulla stessa barca”.

Purtroppo negli ultimi anni si sono fatte scelte diverse: il bonus beb? al posto dei servizi per l’infanzia, le agenzie interinali al posto delle cooperative sociali, l’intervento di cura sanitaria in mancanza degli interventi di prevenzione sociale. Oggi l’Italia spende 130 miliardi in interventi sanitari e solo un miliardo e mezzo in interventi sociali. Eppure sappiamo che un euro speso in prevenzione ne fa risparmiare 9 in interventi di cura.

Malgrado ci? i servizi sociali continuano a reggere e durante il primo lockdown hanno dimostrato una efficienza per molti inaspettata. Malgrado ci? la gente ha imparato a conoscere, ad apprezzare e a fidarsi dei servizi sociali e tutti guardano al mondo del sociale con rispetto.

A questo punto, passati i vent’anni, bisogna diventare adulti. Bisogna sostenere adeguatamente i livelli essenziali di assistenza. Bisogna vigilare affinch? la collaborazione con il Terzo settore si vera e concreta, affinch? i piani di zona siano realmente lo specchio di una concertazione e di una programmazione condivisa e non invece un documentino compilato giusto per rispettare le formalit?. Bisogna dare alle persone gli strumenti affinch? possano dare dignit? alla propria esistenza anzich? lasciarle a vita dipendenti da servizi con risorse insufficienti.

Dobbiamo ancora uscire dal pantano dell’assistenzialismo e pensare strategie nuove capaci di garantire i diritti delle persone. Era questo lo spirito della 328 e noi oggi abbiamo la responsabilit? di non rinnegarlo. Solo per fare un esempio, penso all’art. 14 della 328 che prevedeva i “Progetti individuali per le persone disabili”. Si sono trasformati in bonus economici neanche rivolti a tutti. Come a dire: non siamo capaci di costruire progetti personalizzati e allora vi diamo dei soldi. solo se avete un ISEE basso, per?!

Forse ? tempo di darci una mano fra Comuni, Asl, Universit? e Terzo settore per far s? che il sociale si senta meno solo. So che l’Amministrazione provinciale non ha pi? nessuna competenza in materia di politiche sociali ma la Regione Lazio ? troppo lontana per avviare una seria riflessione sul sistema dei servizi sociali nel nostro territorio, sulle prospettive di integrazione socio-sanitaria, sulla reale collaborazione fra pubblica amministrazione e privato sociale.

Mi domando se non si possa aprire una stagione nuova che, partendo dalla riflessione sulla tenuta dei servizi sociali al tempo del covid, in occasione dei 20 anni della 328, possa restituire centralit? alle politiche di coesione sociale. 

Un pacchetto di iniziative per la tutela dei diritti delle persone con disabilit

Un pacchetto di iniziative per la tutela dei diritti delle persone con disabilit

Venerd? mattina la consegna dei nuovi mezzi e la prima corsa del taxi sociale

Il nuovo ufficio per le persone disabili dell’Assessorato alla Coesione sociale ha avviato le proprie attivit? con un pacchetto di iniziative che saranno presentate venerd? 11, a partire dalle 9.30, in una conferenza stampa presso la Sala Restagno.
Si comincer? con la consegna di due nuovi automezzi per il trasporto disabili che la ditta PMG ha fornito al Comune di Cassino grazie alla generosit? di numerosi sponsor ai quali verr? consegnato un riconoscimento direttamente dalle mani del Sindaco Enzo Salera.
Ed ? anche grazie a questi automezzi che potr? partire il servizio di Taxi sociale che in seguito all’avviso pubblico sar? gestito dalla cooperativa Arca che ha gi? la responsabilit? del Centro diurno “Arcobaleno” e che in questi mesi di chiusura causa covid sta sostenendo le famiglie degli utenti con interventi di assistenza domiciliare. D’altra parte anche il Centro di Caira ben presto dovr? utilizzare una formula pi? flessibile, un mix tra assistenza in struttura e assistenza domiciliare che consenta anche di raggiungere un maggior numero di utenti.
Nel corso dell’incontro sar? presentato anche il gruppo di lavoro per la stesura del P.E.B.A. (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche) che vedr? nella prima fase di lavoro il censimento delle barriere architettoniche sulle quali intervenire. Anche i cittadini potranno segnalare gli ostacoli presenti in citt? attraverso un’apposita pagina del sito del Comune (vedi), gi? attiva, dove si potr? descrivere la situazione ed anche caricare delle foto.
Scritto ormai da tempo il Regolamento per la Consulta per i diritti delle persone disabili, prima di approdare in Consiglio comunale, verr? presentato alle associazioni per recepire eventuali osservazioni. Sar? un organismo di confronto, valutazione e promozione delle azioni e delle politiche in tema di disabilit?, favorendo lo scambio tra l?Amministrazione comunale e il tessuto associativo della nostra citt?.
?Desidero sottolineare – ha dichiarato il Sindaco Enzo Salera – il senso di responsabilit? sociale degli imprenditori locali, che abbinano il proprio marchio e la propria immagine ad una iniziativa sociale realizzata per il benessere della comunit? offrendo un valido supporto ai servizi socio-assistenziali comunali. Il finanziamento dei veicoli, del loro mantenimento e la realizzazione del servizio, ? infatti possibile grazie a imprese del territorio cui va il ringraziamento di tutta l’Amministrazione comunale. Tutte queste imprese hanno valori comuni e la consapevolezza che il benessere di s? stessi e della propria azienda ? strettamente legato alla comunit? nella quale vivono ed operano?.
?Ringrazio il personale dell’Assessorato per l’impegno in queste iniziative, che sarebbero partite all’inizio di quest’anno se non ci fosse stata la pandemia – aggiunge Luigi Maccaro, Assessore alla Coesione sociale – ma la vera sfida nel campo della disabilit? ? il sostegno ai caregiver familiari con aiuti economici diretti. Con il lockdown ci siamo resi conto ancora di pi? di quanto in realt? il welfare si regga sulle famiglie?.
In questa direzione va la proposta di legge regionale presentata dal capogruppo di Demos alla Regione Lazio Paolo Ciani per riconoscere, valorizzare e sostenere tutti coloro che all’interno delle famiglie si prendono cura di persone disabili o anziani non autosufficienti. Nel Lazio sono cura 750mila persone alle quali va riconosciuta la funzione indispensabile che svolgono per tutta la societ?.

La cannabis ? un capriccio e lo Stato non pu? fare cassa sulla pelle dei ragazzi

La cannabis ? un capriccio e lo Stato non pu? fare cassa sulla pelle dei ragazzi

Con il solito stile equivoco un altro drappello di parlamentari M5S ha pensato di approfittare della confusione degli Stati generali per proporre al Presidente Conte un documento finalizzato a rimettere in moto il percorso legislativo di legalizzazione della cannabis.

Non soddisfatti di aver messo i ragazzi italiani all?ultimo posto fra le preoccupazioni dell?emergenza Covid, dopo aver considerato la scuola la cosa pi? inutile del Paese, dopo aver fatto altro debito che nei prossimi anni ricadr? sulle spalle dei nostri figli, mancava la ciliegina sulla torta: la legalizzazione della cannabis per affossare definitivamente il futuro di migliaia di ragazzi.
Come se non bastassero disoccupazione e politiche esclusivamente assistenzialiste a pregiudicarne ogni prospettiva.

Ovviamente il piede di porco per scardinare quel che resta dell?impostazione educativa del Paese ? rappresentato dal colpo che verrebbe dato alle organizzazioni criminali e al maggior gettito fiscale derivante dalla vendita legale dei prodotti derivati dalla cannabis.

Questo approccio si basa sull?ammissione di un fallimento dello Stato che ammetterebbe l?impossibilit? a fare di pi? nell?azione repressiva contro la diffusione di cannabis e suoi derivati che finirebbe per abbandonare tale fronte al fine di liberare uomini e mezzi per contrastare altri fenomeni criminali, evidentemente ritenuti pi? importanti.
Come a dire: ?E? una guerra che stiamo perdendo, arrendiamoci e dedichiamoci ad altri fronti?.

Ovviamente nella presentazione di questa ipotesi non si fa nessun cenno all?incremento dei consumi di cannabis che si potrebbero registrare in seguito all?approvazione della nuova normativa. Nessuna considerazione sugli aspetti non utilitaristici di un simile intervento normativo: al di l? dell?ipotizzato maggior gettito fiscale e dell?ipotizzato colpo agli interessi della criminalit? mafiosa, visto che la droga fa male – e questo ? un dato oggettivo che include la cannabis -, quanto male far? lo Stato ai suoi giovani offrendo loro lo sballo ?legale??

Immaginare che all?indomani di questo provvedimento i consumatori di cannabis smettano di rivolgersi al mercato illegale ? semplicemente un?illusione. Infatti il carico fiscale inciderebbe sul prezzo del prodotto-cannabis provocando una diversa offerta fra mercato nero e mercato legale. Il prezzo finale del prodotto sul mercato finale si andr? a comporre sommando:

  • i costi di produzione – che certamente non saranno concorrenziali rispetto ai costi di produzione dei paesi del terzo mondo con manodopera ad esempio non contrattualizzata.
  • il profitto dell?operatore commerciale che effettuer? la vendita;
  • il carico fiscale che, solo per fare un esempio, nel caso delle sigarette ammonta al 75% del prezzo di vendita, che generer? un prezzo finale insostenibile per i consumatori abituali.

Consumatori abituali, persone dipendenti da sostanza stupefacente, tossicodipendenti.
I quali continueranno a scegliere il mercato illegale capace di soddisfare i propri bisogni a prezzi certamente pi? contenuti.

Quel che resta dunque degli ?introiti? derivanti dalla vendita legale di cannabis andrebbe infine confrontato con la maggiore spesa sociale e sanitaria derivante dal sicuro aumento dei consumatori.

L?abbiamo visto sia con il fumo che con il gioco d?azzardo. Mentre con il fumo, norme pi? restrittive e maggiore consapevolezza sulla dannosit? hanno generato una diminuzione dei fumatori, nel gioco d?azzardo la legalizzazione, gli scarsi controlli sul gioco dei minori, la pubblicit? sconsiderata hanno provocato un aumento dei giocatori e dei giocatori patologici.

Con la cannabis sarebbe la stessa cosa. Inoltre, venendo meno lo stigma sociale, anche il primo approccio con la sostanza stupefacente sarebbe molto pi? facile: la si trova in vendita legalmente ed ? pure controllata?

Anche solo un aumento del 20% degli attuali consumatori di cannabis (500.000), significa migliaia di persone in pi? da curare presso SerT, Comunit?, Centri per la Salute mentale, per non parlare di altri problemi come quelli legati all?apparato respiratorio e ai tumori.
E per non parlare del riflesso, anche economico, sulla societ? intera di queste migliaia di persone che diventano inattive.

Secondo i dati riportati nell?ultima Relazione al parlamento i giocatori d?azzardo patologici sono oggi oltre 1 milione. Se si considerano quelli problematici si arriva a 2 milioni di persone. E questo ? il risultato della operazione di legalizzazione del gioco d?azzardo.

Ma al di la di questo noi siamo contrari a questo disegno di legge perch? si da degli obiettivi sulla pelle dei ragazzi italiani, delle persone pi? fragili, di coloro ai quali invece si dovrebbe offrire ben altro: lavoro, universit?, opportunit? di costruirsi un futuro.

La cannabis ? un capriccio: accettare questo tipo di approccio da parte dello Stato sarebbe tremendo. Lo Stato che sfrutta la debolezza dei propri cittadini per fare cassa. Cos? come gi? avviene oggi per il gioco d?azzardo!

Invece noi aspettiamo:

  1. che venga convocata una conferenza nazionale antidroga per confrontarci su questi temi
  2. che venga rimesso in moto di dipartimento nazionale antidroga con una direzione politica e tecnica
  3. che venga riconvocata la consulta nazionale degli operatori delle dipendenze
  4. che si abbia il coraggio di avviare un?azione restrittiva sul gioco d?azzardo come ? stato fatto negli anni 90 per il fumo al fine di contenere i danni che stanno dilagando.
Il senso della politica per il volontariato

Il senso della politica per il volontariato

L’INCHIESTA, 18 APRILE 2020 – ?Sono entrato in politica anche per dire ai politici di alzarsi in piedi quando passano i volontari!?. ?Penso che dovremmo aprire la Villa comunale ai bambini con ingressi controllati e su prenotazione?.

Intervista di Lorenzo Vita

?CassinoRisponde? rappresenta un modo completamente nuovo di affrontare i problemi sociali. Qual ? il vero significato di quest?esperienza ?

Credo molto nella necessit? di produrre innovazione sociale attraverso l?esperienza sul campo e attraverso l?integrazione degli approcci. Problemi complessi hanno bisogno di risposte articolate. Perci? era necessario mettere insieme la professionalit? del servizio sociale, la passione del volontariato e la responsabilit? di imprese e cittadini. Abbiamo dimostrato che la solidariet? ? pi? contagiosa del virus. Quando una citt? sa fare squadra pu? affrontare qualsiasi crisi! Voglio sottolineare che il lavoro degli assistenti sociali nella valutazione delle richieste ? stato veramente egregio. Grande professionalit? unita a una sensibilit? per i problemi delle famiglie hanno prodotto i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Malgrado le condizioni di lavoro non siano delle migliori: 7 assistenti sociali e altri 6 dipendenti per un totale di 13 operatori stipati in 3 stanze con strumenti informatici medievali. Purtroppo il Consorzio dei Servizi Sociali ci ha gi? avvisati che luned? termineranno il loro servizio alcuni operatori e ci ritroveremo di nuovo con la solita gravissima carenza di organico. Ricordo che per legge Cassino dovrebbe avere 8 assistenti sociali (1 ogni 5.000 abitanti) invece ne ha uno solo pianta organica). Malgrado ci?, umore e motivazione ai massimi livelli. 

La citt? in queste settimane ? ricca di iniziative solidali di ogni genere, questa ? la Cassino che le piace?

Esattamente. Ognuno ha dato un contributo ed ? in corso una gara di creativit?, una rincorsa al bene che ha sorpreso piacevolmente tutti. Finanche un?asta solidale, la pregevole iniziativa delle Associazioni ?Cassino per la Pace? e ?Pentacromo? che hanno come obiettivo raccogliere 5.000? dalla vendita di opere d?arte da devolvere al fondo di CassinoRisponde. Questa ? la coesione sociale che ci eravamo dati come obiettivo quando ci siamo insediati. Ora la sfida ? mantenerla viva anche quando la pandemia sar? finita. 

E come?

Ho proposto al Sindaco di costituire una Fondazione di partecipazione, come ne esistono tante, soprattutto al nord: un ente non profit che metta insieme Comune, Terzo settore e Imprese socialmente responsabili, dalla Banca all?assicurazione all?azienda manifatturiera. Alcuni imprenditori hanno gi? mostrato interesse per questa ipotesi. Sono convinto che potrebbe dare frutti che oggi neanche immaginiamo, tra cui anche posti di lavoro per i giovani laureati della nostra Universit?. 

Malgrado tutto questo non mancano mai le polemiche: il Consigliere Evangelista ha formalizzato una richiesta di accesso agli atti… 

? suo diritto. Mi dispiace che sia circolata la notizia, non avrei voluto: so che devo lavorare e che sar? giudicato per quello che produco, non rispondo alle polemiche se non con i risultati del mio lavoro. Per me lui come chiunque altro pu? vedere tutti gli atti amministrativi che vuole ma quando ho visto la richiesta della lista dei volontari ho perso la testa. Ci sono persone, soprattutto ragazzi, che mettono a rischio la loro salute per servire la propria comunit?, con passione e abnegazione. E dovrebbero finire per questo nelle liste di proscrizione di un politico? ? una roba da matti. Queste persone vanno protette, sono volontari, la politica deve avere profondo rispetto e gratitudine nei loro confronti. Sono entrato in politica anche per questo, per dire ai politici di alzarsi in piedi quando passano i volontari! Ho chiesto alla Asl di eseguire i tamponi al personale dell?Assessorato e ai volontari, visto l?alto numero di persone con cui stanno entrando in contatto. Marted? mattina si comincia con il primo gruppo che si recher? per questo a Frosinone. Naturalmente i volontari sono tutti assicurati con una polizza specifica anti-Covid. 

Si dice che ? gi? al lavoro con alcuni collaboratori sulla ripresa delle attivit? normali, la fase 2. Cosa bolle in pentola?

Sono convinto che  ciascuno di noi debba impegnarsi oggi per la ripresa che ci sar? domani. Bisogna programmare adesso in modo da essere pronti quando ci sar? il via libera. Io per esempio ho tre figli piccoli che soffrono molto il non poter vedere i loro amici e so che questo ? il disagio di tutti i bambini e i ragazzi della nostra citt?. Penso ad esempio che dovremmo aprire la Villa comunale e consentire ai bambini di passeggiare con i loro genitori. Con tutte le cautele del caso: ingresso su prenotazione a numero chiuso con personale di sorveglianza e con animatori capaci di promuovere attivit? e giochi che non implichino il contatto ravvicinato. Penso che gli scout sarebbero perfetti per questa attivit?. Non so dire quando questo sar? possibile, non lo decido io anche se spero che quel momento arrivi presto. Ma dobbiamo prepararci adesso, programmare attivit? nuove, diverse dal passato, soprattutto per i bambini e per gli adolescenti che stanno pagando un prezzo altissimo e ingiusto. 

Riprenderemo l?esperienza del progetto ?Citt? dei ragazzi? avviato a ottobre scorso e la Villa comunale sar? un centro propulsore di attivit? di aggregazione educativa. Per uno o forse due anni nulla sar? pi? come prima ma questo non significa che staremo chiusi in casa. La ripresa dovr? trovarci pronti. Ci stiamo gi? lavorando.

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Sballo, non si scherza pi?

Sballo, non si scherza pi?

CIOCIARIA OGGI, 23 FEBBRAIO 2020 – La decisione?Telecamere in piazza Labriola e rifinanziamento della legge anti-droga. Spaccio under 14 e genitori disperati. Ecco le mosse del Comune: parla l?assessore Luigi Maccaro.

La decisione Telecamere in piazza Labriola e rifinanziamento della legge anti-droga. Spaccio under 14 e genitori disperati. Ecco le mosse del Comune: parla l?assessore Luigi Maccaro

Telecamere in piazza Labriola, il luogo-simbolo dello spaccio e degli abusi alcolici, per moda e per comodit?. Specie nei weekend. Telecamere per cercare di frenare un fenomeno tristemente dilagante. L?amministrazione taglia a corto. Dopo anni di richieste, tornano gli occhi elettronici. E sull?assunzione di droga in giovanissima et?? C?? una tendenza pericolosissima. Lo spiega l?assessore alla Coesione sociale, esperto nell?ambito, Luigi Maccaro. Una tendenza in aumento che vede addirittura i ragazzi under 14 come strumenti di spaccio proprio per la loro impunibilit?. I famosi baby pusher che impazzano anche a Cassino. L?amministrazione ha deciso di contrastare il fenomeno e di investire in prevenzione. Lo spiega proprio Maccaro.

Rifinanziamento del fondo anti droga. In cosa consiste?

?Il Fondo nazionale di lotta alla droga fu istituito con la legge 45 del ?99. Serviva a finanziare soprattutto interventi di prevenzione rivolti a ragazzi, genitori e insegnanti. Il fondo era ripartito fra le Regioni e poi sui territori attraverso le Asl e i Comuni. Trovo assurdo che oggi la Regione Lazio non abbia un centesimo in bilancio per aiutare scuole e famiglie a contrastare la diffusione incredibile di sostanze legali e illegali fra gli adolescenti. Ho chiesto al consigliere Paolo Ciani di farsi portavoce di questa istanza anche a nome delle 13 comunit? del Lazio. I nostri dati (progetto di ricerca Selfie) ci dicono che oltre l?80% degli studenti superiori dichiara di conoscere persone che fanno uso di sostanze. Bisogna dire basta al clima di tolleranza che si ? instaurato negli ultimi dieci anni. Basta con i negozi in cui si apparentano le sostanze con i lecca lecca e le tisane. Basta con gli spacciatori arrestati e di nuovo in pista il giorno dopo. Trovo ottima l?iniziativa del ministro dell?Interno Lamorgese volta a punire con la custodia cautelare in carcere dopo il secondo fermo per spaccio. Anche per questo le telecamere ad alta definizione che stiamo per installare in piazza Labriola saranno importanti per contrastare lo spaccio?.

Sballo da adolescenti: dati e conseguenze

?I ragazzi hanno una percezione distorta e l?uso della cannabis ? ormai ritenuto normale, in diversi casi persino legale. Un terzo degli studenti afferma di aver assunto sostanze. Sul policonsumo poi gli adolescenti italiani sono i primi in Europa. E per quanto riguarda lo spaccio e il traffico, c?? una tendenza pericolosissima, in costante aumento che vede utilizzare i ragazzi under 14 come strumenti di spaccio proprio per la loro impunibilit?. Negli ultimi 5 anni i minori in carico al servizio sanitario per problemi di dipendenza sono pi? che raddoppiati: quelli entrati nel circuito della giustizia minorile sono stati pi? di quattromila. Nel 2018 sono stati segnalati all?autorit? giudiziaria pi? di 1.300 minori, di cui circa 500 sono stati posti in stato di arresto, di questi solo 90 sono entrati in comunit?. Sono 25.000 circa i minori e i giovani adulti in carico agli uffici del servizio sociale per i minorenni, di questi solo 2.000 sono in strutture specializzate. Eppure si continua a registrare una mancanza di sensibilit? al problema droghe. C?? bisogno di un lavoro culturale che crei lo stigma sociale come successe con l?eroina negli anni 80. Siamo di fronte a un disastro epocale, per la prima volta nella storia abbiamo le comunit? piene di ragazzini di 15 e 16 anni.

Cassino epicentro del dramma, che cosa ? accaduto negli anni?

?A Cassino non c?? nessun dramma. La stragrande maggioranza dei ragazzi vive serenamente la propria adolescenza. Se proprio vogliamo dare un allarme possiamo darlo sui danni provocati dall?abuso di smartphone e playstation. ? l? che si stanno facendo danni enormi. Per il resto c?? una sempre pi? diffusa abitudine all?uso di alcol e di sostanze dovuta all?interruzione di qualunque intervento di prevenzione da parte della Regione e alla diffusione di una sotto-cultura orientata a un permissivismo stupido e dannoso. Da cittadino dico che siamo fortunati ad avere la presenza di Exodus sul nostro territorio: in trent?anni migliaia di persone hanno avuto la possibilit? conoscere le terribili conseguenze dell?uso di droghe. Oggi abbiamo insegnanti che accompagnano le classi in visita alla Comunit? che, a loro volta, ci erano stati quando erano studenti. ? chiaro che la societ? ? cambiata profondamente e rapidamente ma dobbiamo mantenere alta la guardia, non arrenderci e costruire strategie ampie e condivise affinch? i ragazzi, di fronte al disvalore della droga, abbiano una controproposta seria e credibile?.

Genitori assenti e vuoto nella societ?… Serviranno anni per ricucire questo strappo?

?I genitori sono disarmati, spesso sono disperati, non riescono a seguire i figli perch? presi dal lavoro. Soprattutto non siamo in grado di fronteggiare un marketing delle sostanze, anche quelle legali come l?alcol e il tabacco, che dispone di investimenti straordinari. Oggi bisognerebbe garantire a ogni genitore, insegnante, allenatore un percorso formativo specifico dedicato al disagio giovanile e alle possibili conseguenze. Ma con quali fondi? E con quali leggi? Gioved? cominciamo i lavori per un progetto generale di prevenzione rivolto a tutta la citt? promosso da Universit?, Asl, Comune e Exodus. Cercheremo la collaborazione delle scuole, delle associazioni, delle parrocchie e delle imprese. Un?impresa grande e importante che ho in testa da anni e che oggi finalmente pu? vedere la luce. Ma c?? bisogno di un impegno corale da parte di tutta la citt?: in parte degli adulti ma soprattutto dei ragazzi che possono essere ?peer educator? per i loro compagni in difficolt??.

Una storia simbolo che ti ha colpito

?La storia simbolo che porter? sempre nel cuore ? quella di Sandro, portato in comunit? a 20 anni da un personaggio famoso. Veniva dal carcere minorile di Casal del Marmo. Appena arrivato mi disse ?Tu non ti sei mai fatto, non mi puoi capire e non mi puoi aiutare?. Ha fatto un percorso difficile ma bello, col tempo si ? fidato e credo che alla fine siamo cresciuti insieme. Un lavoro educativo che ? stato anche un percorso di autoeducazione per me stesso. Oggi ? sposato con due figli ed ha un incarico di grande responsabilit?. Situazioni apparentemente impossibili spesso si trasformano in storie di salvezza. Non sempre. Ma questa ? la scommessa del nostro lavoro?.?

INTERVISTA DI KATIA VALENTE

Lettera aperta ai ragazzi di piazza Labriola

Lettera aperta ai ragazzi di piazza Labriola

Niente prediche! Niente allarmi. Niente giudizi. Mi hanno chiesto di scrivere venti righe sul rapporto tra adolescenti, alcol e droghe. Ma non ho nessuna voglia di rivolgermi ad adulti che non considerano una priorit? i temi educativi. Preferisco tentare una sfida rivolgendomi a voi che aspettate il fine settimana per immergervi in un mondo affascinante fatto di musica, amici, divertimento, sogni di gloria, ricerca di senso, sfide impossibili, prime esperienze amorose. Successi e fallimenti. Paure e sfide. Violenza e tenerezza.

Mi rivolgo a te che stai leggendo perch? qualcuno ti ha passato questa copia del giornale e perch? forse, in fondo, sei curioso e vuoi capire qualcosa in pi? di quello che ti succede intorno ma soprattutto di quello che ti succede dentro.

Se hai un’et? compresa fra i 12 e i 18 anni, non ? passato tanto tempo da quando eri un bambino, eppure all’improvviso tutto ? diventato profondamente diverso. Provi dei sentimenti nuovi, reagisci in maniera inaspettata, cambi d’umore improvvisamente, gli altri, gli adulti non ti capiscono, soprattutto tu non ti capisci. Il cambiamento mette paura e per non soffrire, per evitare di essere ferito, cominci a mettere su le tue belle maschere. La maschera di quello che la sa pi? lunga degli altri, di quello che se ne fotte delle prediche, di quello che “io non sar? mai come quello sfigato di mio padre”, di quello che “ti faccio vedere io!”.
Cerchi una compagnia di amici che la pensano come te, un gruppo che ti faccia sentire pi? forte: insieme possiamo sfidare il mondo. Come se il mondo stesse l? ad aspettare che tu lo sfidi! Ma la vera sfida ? con te stesso, per vedere se sei all’altezza, se vieni rispettato, se vieni considerato, apprezzato, se sei degno di almeno 100 like. Quando sei col gruppo non ti fa paura niente.
E’ questo il tempo in cui quasi tutti fanno le prime esperienze con il fumo, con l’alcol, con qualche cannetta? cos? per darsi un tono, per sentirsi integrati, per “atteggiarsi“, per trasgredire, per poter dire a te stesso che non sei pi? un ragazzino. Fa male? “Figurati, smetto quando voglio”.

Va bene tutto. Ma se ritieni di non essere pi? un ragazzino allora puoi rispondere a questa domanda: a che progetto di vita stai lavorando? Ho capito che non sei pi? un bambino ma chi o cosa vuoi essere? Sai, la tua identit? non sboccer? all’improvviso come un fiore di buon mattino. Sar? il frutto delle scelte che fai adesso, in questi anni, in questo tempo. Che ti ? stato regalato (non hai nessun merito ad essere in vita, giusto?) e del quale sei responsabile, tu e nessun altro. Non mi dire, per carit?, che c’? la crisi, che la societ? ? cos?, che la famiglia ? cos?, che la scuola ? cos?, che non ci sono le condizioni, perch? – su questo sarai d’accordo con me – sarebbe un parlare da sfigati. Da gente che non ? capace di essere protagonista della propria vita.

Quali priorit? ti stai dando? Quali sono le cose pi? importanti per il tuo bene e per il tuo futuro? Cosa puoi fare adesso, appena finito di leggere questo scritto, per migliorare concretamente la tua vita? Non rimandare perch? questo tempo poi non ti verr? restituito. Insegui i tuoi sogni ma impara a distinguere i sogni dalle illusioni. Preparati, studia, approfondisci, non per trovare un lavoro ma perch? conoscendo il mondo e la storia dell’uomo conoscerai te stesso. Viaggia, anche da squattrinato, non per fare il turista ma perch? incontrando luoghi e persone diversi da te potrai capire meglio come sei fatto. Impara a suonare uno strumento musicale, non per esibirti ma per la compagnia che quello strumento sapr? darti nei momenti di solitudine. Cercati dei lavoretti estivi, per pagarti le vacanze, per capire il valore del sacrificio, della costanza, dell’obbedienza, della stanchezza, della soddisfazione. Leggi qualche libro per immergerti nei mondi dell’immaginazione, della riflessione, delle emozioni, vedrai che la tua testa funzioner? meglio! Fai volontariato: non serve andare in Africa, basta avere qualche attenzione verso un amico in difficolt?. Fai sport, imparerai a misurarti con i tuoi limiti.

Hai ragione, non hai proprio nulla da imparare da chi ti dice che fumare canne fa male, se quella stessa persona non ? capace anche di mostrarti quanto ? affascinante la vita. Bravo, diffida dei predicatori. Ma cerca un modo per essere felice. Cerca un senso, una direzione, un progetto, un cammino. Fai della tua vita un’avventura. E vedrai che all’improvviso diventerai grande e di conseguenza alcol, fumo e canne non avranno pi? nessun significato per te. Credi in te stesso, nelle amicizie profonde, nelle strade impossibili. Non domandarti cosa ti aspetta nel futuro ma rimboccati le maniche e comincia a costruirti il futuro che vuoi. Adesso.