Il regalo di Francesco…

Il regalo di Francesco…

Questa ? la macchinina che mi ha regalato Francesco, un piccolo ospite della casa famiglia nella quale sono stato questa mattina perch? mi sembrava il modo migliore per celebrare la Giornata mondiale per la tutela dei diritti dell?infanzia e dell?adolescenza.

Francesco con quel gesto ha sintetizzato nella maniera pi? semplice ed efficace il clima di accoglienza, di familiarit?, di condivisione che si respira in quel posto.

Chi ? abituato a frequentare queste realt? sa bene che non hanno nulla a che fare con la solitudine o la tristezza. Forse vengono da l? ma ben presto si trasformano in storie di bellezza, occasioni di crescita, percorsi che portano bambini e ragazzi che hanno conosciuto la violenza a diventare adulti capaci di fare famiglia e prendersi cura di s? stessi senza bisogno dei servizi.

A noi tocca valorizzare la loro esperienza, avere uno sguardo capace di comprendere la fatica che stanno facendo avendo fiducia in loro, nella loro capacit? di ricostruirsi con l?aiuto dei loro operatori.

E? grazie alla fiducia che si smontano i meccanismi dell?isolamento e li si aiuta a non replicare le situazioni che hanno subito.

L?esperienza della casa famiglia ? proprio questo: un luogo di protezione ma soprattutto una finestra sul futuro, su una nuova possibilit? di vita.

Molti genitori ?trascuranti? riconoscono e ringraziano il lavoro dei servizi e delle strutture perch? grazie a questo periodo di tempo nel quale i minore viene collocato in casa famiglia, loro hanno il tempo e la possibilit? di curarsi e ricostruirsi come persone nuove.

E il gesto di Francesco, nella sua essenzialit?, racconta tutto questo. Sar? in grado di ricambiare da qui a Natale?

Il Terzo Settore deve diventare forza politica

Il Terzo Settore deve diventare forza politica

(di Don Antonio Mazzi) ? stato superato ogni limite e, a causa di personaggi irresponsabili e borderline, la morte fisica e la depressione generale hanno ridotto l?Italia a terzo mondo

Caro direttore, noi del Terzo Settore dobbiamo diventare forza politica e smettere di fermarci alla distribuzione dei pani e dei pesci, mentre una gabbia di matti in quel di Roma non ha ancora capito che sono loro la principale causa, dopo il coronavirus, della doppia disgrazia che sta maciullando l?intera Italia. La prima disgrazia, inutile dirlo, ? la bestia che avanza a velocit? sempre pi? micidiale mentre i nostri baruffano. La seconda sono le manifestazioni in cui devastatori si frammischiano tra gli onesti e i veri colpiti dal disastro. Le due cose insieme allargano il fenomeno rendendolo, oltre che sanitario ed economico, quasi terroristico. Non sottovalutiamolo. Devono essere i sindacati per primi a capire che stanno crescendo fianco a fianco il dolore e la trasformazione del dolore in macelleria sociale. E noi del Terzo Settore dove siamo? 

Non sarebbe ora di scomodare, fregandocene di tutto e di tutti, i Palazzi delle baruffe obbligandoli a fare le dieci cose che anche il direttore Fontana ha suggerito nel giornale? Il primo a far disastri dentro il Tempio ? stato Cristo, quando ha capito che il Tempio veniva scambiato per il mercato delle vacche. E noi? ? stato superato ogni limite e, a causa di personaggi irresponsabili e borderline, la morte fisica e la depressione generale hanno ridotto l?Italia a terzo mondo. Una nazione diventata terzo mondo, perch? governata da incoscienti pi? attenti ai loro orticelli ?sacri? che ai veri campi di battaglia. Se torniamo un po? indietro nella storia, troveremo in periodi come questi preti e cattolici veri in testa al popolo, da Martin Luther King in poi. Non credo che Cristo volesse gente che accende candele alla Madonna permettendo nel contempo alla politica di giocare a chi urla e a chi offende di pi?. L?Italia vera non ? viva ma intubata e l?Italia ?dei violenti?, invece, ? pi? viva che mai. Urge vederci presto ?insieme?. Il detto ?In medio stat virtus? mettiamolo in biblioteca e teniamolo buono per, spero, tempi nuovi.

Il senso della politica per il volontariato

Il senso della politica per il volontariato

L’INCHIESTA, 18 APRILE 2020 – ?Sono entrato in politica anche per dire ai politici di alzarsi in piedi quando passano i volontari!?. ?Penso che dovremmo aprire la Villa comunale ai bambini con ingressi controllati e su prenotazione?.

Intervista di Lorenzo Vita

?CassinoRisponde? rappresenta un modo completamente nuovo di affrontare i problemi sociali. Qual ? il vero significato di quest?esperienza ?

Credo molto nella necessit? di produrre innovazione sociale attraverso l?esperienza sul campo e attraverso l?integrazione degli approcci. Problemi complessi hanno bisogno di risposte articolate. Perci? era necessario mettere insieme la professionalit? del servizio sociale, la passione del volontariato e la responsabilit? di imprese e cittadini. Abbiamo dimostrato che la solidariet? ? pi? contagiosa del virus. Quando una citt? sa fare squadra pu? affrontare qualsiasi crisi! Voglio sottolineare che il lavoro degli assistenti sociali nella valutazione delle richieste ? stato veramente egregio. Grande professionalit? unita a una sensibilit? per i problemi delle famiglie hanno prodotto i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Malgrado le condizioni di lavoro non siano delle migliori: 7 assistenti sociali e altri 6 dipendenti per un totale di 13 operatori stipati in 3 stanze con strumenti informatici medievali. Purtroppo il Consorzio dei Servizi Sociali ci ha gi? avvisati che luned? termineranno il loro servizio alcuni operatori e ci ritroveremo di nuovo con la solita gravissima carenza di organico. Ricordo che per legge Cassino dovrebbe avere 8 assistenti sociali (1 ogni 5.000 abitanti) invece ne ha uno solo pianta organica). Malgrado ci?, umore e motivazione ai massimi livelli. 

La citt? in queste settimane ? ricca di iniziative solidali di ogni genere, questa ? la Cassino che le piace?

Esattamente. Ognuno ha dato un contributo ed ? in corso una gara di creativit?, una rincorsa al bene che ha sorpreso piacevolmente tutti. Finanche un?asta solidale, la pregevole iniziativa delle Associazioni ?Cassino per la Pace? e ?Pentacromo? che hanno come obiettivo raccogliere 5.000? dalla vendita di opere d?arte da devolvere al fondo di CassinoRisponde. Questa ? la coesione sociale che ci eravamo dati come obiettivo quando ci siamo insediati. Ora la sfida ? mantenerla viva anche quando la pandemia sar? finita. 

E come?

Ho proposto al Sindaco di costituire una Fondazione di partecipazione, come ne esistono tante, soprattutto al nord: un ente non profit che metta insieme Comune, Terzo settore e Imprese socialmente responsabili, dalla Banca all?assicurazione all?azienda manifatturiera. Alcuni imprenditori hanno gi? mostrato interesse per questa ipotesi. Sono convinto che potrebbe dare frutti che oggi neanche immaginiamo, tra cui anche posti di lavoro per i giovani laureati della nostra Universit?. 

Malgrado tutto questo non mancano mai le polemiche: il Consigliere Evangelista ha formalizzato una richiesta di accesso agli atti… 

? suo diritto. Mi dispiace che sia circolata la notizia, non avrei voluto: so che devo lavorare e che sar? giudicato per quello che produco, non rispondo alle polemiche se non con i risultati del mio lavoro. Per me lui come chiunque altro pu? vedere tutti gli atti amministrativi che vuole ma quando ho visto la richiesta della lista dei volontari ho perso la testa. Ci sono persone, soprattutto ragazzi, che mettono a rischio la loro salute per servire la propria comunit?, con passione e abnegazione. E dovrebbero finire per questo nelle liste di proscrizione di un politico? ? una roba da matti. Queste persone vanno protette, sono volontari, la politica deve avere profondo rispetto e gratitudine nei loro confronti. Sono entrato in politica anche per questo, per dire ai politici di alzarsi in piedi quando passano i volontari! Ho chiesto alla Asl di eseguire i tamponi al personale dell?Assessorato e ai volontari, visto l?alto numero di persone con cui stanno entrando in contatto. Marted? mattina si comincia con il primo gruppo che si recher? per questo a Frosinone. Naturalmente i volontari sono tutti assicurati con una polizza specifica anti-Covid. 

Si dice che ? gi? al lavoro con alcuni collaboratori sulla ripresa delle attivit? normali, la fase 2. Cosa bolle in pentola?

Sono convinto che  ciascuno di noi debba impegnarsi oggi per la ripresa che ci sar? domani. Bisogna programmare adesso in modo da essere pronti quando ci sar? il via libera. Io per esempio ho tre figli piccoli che soffrono molto il non poter vedere i loro amici e so che questo ? il disagio di tutti i bambini e i ragazzi della nostra citt?. Penso ad esempio che dovremmo aprire la Villa comunale e consentire ai bambini di passeggiare con i loro genitori. Con tutte le cautele del caso: ingresso su prenotazione a numero chiuso con personale di sorveglianza e con animatori capaci di promuovere attivit? e giochi che non implichino il contatto ravvicinato. Penso che gli scout sarebbero perfetti per questa attivit?. Non so dire quando questo sar? possibile, non lo decido io anche se spero che quel momento arrivi presto. Ma dobbiamo prepararci adesso, programmare attivit? nuove, diverse dal passato, soprattutto per i bambini e per gli adolescenti che stanno pagando un prezzo altissimo e ingiusto. 

Riprenderemo l?esperienza del progetto ?Citt? dei ragazzi? avviato a ottobre scorso e la Villa comunale sar? un centro propulsore di attivit? di aggregazione educativa. Per uno o forse due anni nulla sar? pi? come prima ma questo non significa che staremo chiusi in casa. La ripresa dovr? trovarci pronti. Ci stiamo gi? lavorando.

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